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foto www.giovy.it da Flickr


03.03.2008

Girl Geek Dinners:
«Il Web 2.0 secondo noi»

Il Web 2.0? Un mezzo per fare amicizia. Il blogger? Non è un nerd, ma uno che ha voglia di uscire e divertirsi. Così la pensano le blogger appassionate di hi-tech

di Alberto Grandi

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I Girl Geek Dinners sono cene per donne che lavorano nell'ambito delle nuove tecnologie. In realtà non sono pochi gli uomini che riescono a imbucarsi a queste feste. Lo scrivente è un uomo. Ma al Girl Geek Dinners tenutosi a Milano, il 29 febbraio, all'Osteria dei Vecchi Sapori, avevo la scusante di presenziare non in qualità di maschio imbucato, ma di inviato per Style.it. Mi sono intrattenuto con tre blogger, due donne e un uomo: Marina Remi, attrice, Amanda Lorenzani, blogger, manager di Excite Uk e redattrice per BlogNation (prima che chiudesse) e Antonio Sofi, giornalista politico. Abbiamo parlato delle sorti del Web 2.0 e di cosa significhi esserne parte. Ecco che cosa ci siamo raccontati tra un bicchiere di spumante e uno di rosso, mentre la serata dall'hi-tech piegava inesorabilmente verso l'hi-alcool.

Marina Remi: «La blogger e l'attrice sono due figure molto simili perché il blog, secondo me, è più simile al teatro di quanto lo siano cinema e tv. Non ha filtri come il grande e il piccolo schermo. Il contatto con il pubblico è diretto».

Antonio Sofi: «Io gestisco un blog di politica. Parlo di come i politici sfruttano Internet. In uno dei miei ultimi post, ad esempio, ho commentato l'effetto che ha avuto la foto di Barak Obama vestito all'islamica circolata ultimamente in rete. Gli utenti partecipano con commenti al mio blog e alla fine il Web 2.0 diventa un luogo dove scambiare idee».

Amanda Lorenzani: «Io vivo tra Roma e Londra [Amanda è inglese, ndr]. Ho lanciato in Italia Girl Geek Dinner e ho scritto per un blog dove segnalavo novità su Internet con un linguaggio poco tecnico, rivolto agli utenti user. E poi racconto agli inglesi come il web 2.0 viene vissuto negli altri paesi come la Spagna e l'Italia».

Marina Remi: «Sul mio blog posto di tutto: pensieri miei, video dove mi esibisco in brevi interpretazioni eccetera. La cosa, ad un certo punto, oltre che divertente si è mostrata utile dal punto di vista professionale: tramite il mio blog, ultimamente sono stata contattata da una Web Tv che mi ha commissionato degli sketch demenziali».

Amanda Lorenzani: «Prima che chiudesse BlogNation tenevo un blog in lingua inglese dove parlavo del modo in cui gli italiani vivevano il Web 2.0. Per informarmi avevo frequentato molti BarCamp (degli incontri il cui tema è spesso l'hi-tech) qui da voi. Ecco, penso che entrare nella grande rete significhi questo, tessere una serie di amicizie, incontrarsi, scoprire nuove realtà».

Dello stesso parere è Marina Remi: «Quando pensavo al blogger mi veniva in mente un nerd. Una persona chiusa in casa davanti al computer. Invece, diventando blogger io stessa, ho scoperto un mondo di gente interessata a conoscersi, di appuntamenti dove discutere di tantissime cose. Come questo».

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