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Bill Moggridge, designer del primo notebook, il GRiD Compass

Bill Moggridge, designer del primo notebook, il GRiD Compass (in basso)

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04.03.2008

Bill Moggridge: «I nostri gesti, dettati dalla tecnologia»

A colloquio con l'uomo che 30 anni fa disegnò il primo computer portatile e che oggi afferma: «L'interazione con le macchine impone una nuova gestualità»

di Alberto Grandi

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«All'inizio, il computer portatile era considerato dai grandi capi un oggetto per segretarie. Non avevano voglia di scrivere su una tastiera. La ritenevano una cosa poco professionale», racconta Bill Moggridge che nel 1979, chiamato dalla GriD Systems Corporation, allo Xerox Parc di Palo Alto, California, disegnò il primo portatile, il GRiD Compass.
Il tempo cambia i gesti e modifica la percezione di un oggetto. Se adesso vedi per strada un uomo in giacca e cravatta con una ventiquattrore in mano, puoi star certo che dentro tiene un computer portatile che solo i suoi polpastrelli possono digitare. Oggi Moggridge è considerato un guru delle nuove tecnologie. È co-fondatore di Ideo, una delle compagnie di design più importanti della Silicon Valley. Ha scritto un libro, Design Interactions, sulla sua esperienza professionale. Tiene conferenze in giro per il mondo, come a Milano: per il ciclo Meet The Media Guru ha parlato di design interattivo.

Trent'anni sono passati dal "suo" portatile. Oggi smartphone, palmari e console di videogiochi vantano funzioni che ieri erano esclusiva dei computer. Avremo mai un unico oggetto tecnologico capace di fare veramente tutto?
«Lei a casa ha un coltellino svizzero multiuso?».

Sì.
«Però avrà anche un coltello da cucina».

Esatto.
«E se fosse un cacciatore ne avrebbe uno da caccia. Vede, così funziona per l'hi-tech: hai una console portatile con cui puoi navigare in Internet, ma la usi essenzialmente per giocare. Hai un telefonino con cui puoi ascoltare mp3, ma lo usi essenzialmente per chiamare. Gli oggetti saranno sempre multifunzione, ma alla fine ne useremo ciascuno per un ambito specifico».

Quando disegnò il GRiD Compass chi pensava che l'avrebbe usato?
«Non i consumatori di oggi, ma l'ambiente militare e i direttori di grandi compagnie. L'idea era creare un computer contenibile in una valigetta».

E cosa ne facevano?
«I direttori delle grandi compagnie, mediante grafici sullo schermo, mostravano ai loro clienti cosa avrebbe implicato prendere una scelta piuttosto che un'altra. Era uno strumento di persuasione e di risparmio di tempo».

In futuro come saranno i computer portatili?
«Sottili. E la Apple con il suo MacBook Air [il computer portatile più sottile del mondo, con uno spessore di 1,9 millimetri] ha già fatto un grande passo avanti in questo senso. Un domani io penso che invece di schermi rigidi useremo l'e-paper, fogli di carta elettronica. Dal punto di vista dell'interazione invece, cambierà il gesto».

Che intende dire?
«Il touch screen si evolverà sostituendo il mouse. Useremo le dita per navigare. Muoveremo le mani davanti al computer. Per i videogiochi è già così: per esmepio il controller della Wii, la console della Nintendo, ci fa muovere il braccio per colpire una pallina da tennis, come se fosse reale e non sullo schermo».

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