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Nella foto Angelo Garini e Enzo Miccio, fondatori e titolari della società Garini della Sforzesca

il wedding planner in italia

La figura del wedding planner in Italia si è imposta con un certo ritardo rispetto ai paesi anglosassoni, dove il matrimonio ha sempre privilegiato la parte scenografica. Come confermato da Angelo Garini, che ci ha detto: «Abbiamo fondato la nostra società nel 2001. All'epoca in Italia questa figura era del tutto sconosciuta, la categoria proprio non esisteva, nelle fiere, nelle riviste di settore, nel mondo matrimonio. Da circa sei anni si è avuto un notevole sviluppo, tanto da diventare una figura quasi irrinunciabile se si vuole una perfetta organizzazione delle nozze».


03.04.2008

I segreti del wedding planner

Non hai tempo di pianificare al meglio, nel minimo dettaglio, il giorno più importante? Affidati ai consigli di chi ha fatto dell'organizzazione delle nozze un vero e proprio mestiere. E' il wedding planner, che pensa e si occupa di tutto, come un direttore d'orchestra 

di Maria Maccari

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Wedding designers si definiscono Angelo Garini e Enzo Miccio, rispettivamente architetto e designer di eventi,  fondatori della società Garini della Sforzesca, ai quali abbiamo chiesto da cosa parte e come si attua la messa in scena dell'evento matrimonio.

Quali sono gli elementi fondamentali, irrinunciabili per l'organizzazione perfetta?
«Prima di ogni cosa cerchiamo di capire cosa desiderano gli sposi, quale idea si sono fatti del loro evento, che tono vogliono dare al ricevimento e se vogliono sviluppare un tema particolare.
Fissato questo aspetto effettuiamo un sopralluogo dei luoghi scelti per la cerimonia e il ricevimento, fondamentale per costruire il tutto. Se la cerimonia si svolgerà in chiesa o in municipio, se l'ambiente è antico o moderno, che tipo di illuminazione ci troviamo a dover gestire
Dopodiché  sviluppiamo l'idea, pensiamo al tipo di scenografia, ai fiori da utilizzare, alle luci, al catering, in modo da ricreare l'atmosfera desiderata e soprattutto rendere il risultato finale il più omogeneo possibile».

Ci sono dei particolari sui quali amate soffermarvi?

«Indubbiamente l'aspetto scenografico, tutto deve stupire, sorprendere e far sognare gli sposi e gli ospiti. I fiori, la scenografia della tavola, lo studio degli spazi... tutto modulato da un sapiente gioco di luci. Sono architetto e amo unire queste due mie passioni, l'architettura, lo studio degli spazi e la scenografia e l'evento. La cosa importante è che ogni cosa rientri in un'immagine di armonia e equilibri».

Nel vostro lavoro capitano episodi di emergenza, contrattempi? Come li affrontate?
«Cerchiamo sempre di organizzare e prevedere tutto nei minimi dettagli, di non lasciare nulla al caso, all'improvvisazione. Ma abbiamo sempre pronto un piano B di emergenza, che noi chiamiamo "il piano pioggia", che ci permette di muoverci con tempestività e garantire, comunque, il risultato previsto e voluto».

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