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La scrittrice Loredana Lipperini


28.05.2008

Questo non è un mondo
per bambine

Le bambole, i fumetti, i giochi, i modelli: tutto sembra insegnare alle donne di domani solo come truccarsi e vestirsi. Ne abbiamo parlato con Loredana Lipperini, autrice di un libro che farà discutere. (i.d.)

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C'è ancora bisogno di qualcuno che si metta "dalla parte delle bambine"? Nonostante gli oltre trent'anni passati da quando Elena Gianini Belotti pubblicava il libro (Dalla parte delle bambine appunto) che smascherava i tranelli dell'educazione maschilista, nonostante le leggi sul divorzio e sull'aborto, oggi peraltro in discussione, nonostante le donne in carriera e le quote rosa? Sì, ce n'è ancora molto bisogno, perché i condizionamenti di genere nella prima infanzia non sono stati  superati, hanno solo cambiato linguaggi, simboli, media. Ne è convinta Loredana Lipperini, giornalista di Repubblica, scrittrice e voce storica di Radio 3, che abbiamo incontrato alla Fiera del Libro di Torino dove presentava il suo Ancora dalla parte delle bambine, un testo molto documentato e privo di residui veterofemministi. Però: se nel 1970 il Cicciobello insegnava alle bambine a cambiare i pannolini e la Barbie insegnava a cambiarsi d'abito, oggi le bambole superfit insegnano che per trovare l'amore bisogna combattere le cellulite.

Una ricaduta negli stereotipi di ruolo?
«In un certo senso sì - risponde Loredana Lipperini - si parla di regenderizzazione. Basta guardare i piccoli: i maschietti combattono, costruiscono, fanno i piccoli chimici, le femminucce si truccano e fingono di fare shopping. Forse abbiamo creduto che una volta ottenute alcune parità fosse tutto fatto. Non ci siamo resi conto che nel frattempo le donne crescevano con gli stessi condizionamenti, gli stessi simboli e gli stessi modelli, se non peggio, vedi veline ed ereditiere. Non c'è nulla di male a volersi mostrare al meglio, ma è riduttivo fare dell'estetica la propria principale occupazione».

Quali le manifestazioni più imbarazzanti di queste suggestioni?
«Ho visto un libro delle Trolls con in regalo il piegaciglia, le Winx  che insegnano la french manicure e il libro delle Winx adottato a scuola per imparare l'inglese. In una antologia scolastica Sibilla Aleramo citata come "fidanzata di Dino Campana" e non una menzione sul suo ruolo di scrittrice. E poi un dato: in televisione le più numerose rappresentanti femminili sono le cartomanti, seguite dalle testimonial di prodotti. Solo il 6% delle donne televisive si occupa di cultura».

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