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Foto di David LaChapelle. Dall'alto: <I>Uma Thurman, Gossip</I> 1997, <I>Cathedral</I>, 2007  e <I>Collapse in a Garden</I>, 1995

Foto di David LaChapelle. Dall'alto: Uma Thurman, Gossip 1997, Cathedral, 2007  e Collapse in a Garden, 1995

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26.02.2009

EFOTOGRAFIA
LaChapelle pop e visionario
in mostra a Parigi

Fino al 31 maggio oltre 200 opere al Museo Monnaie. Accanto ai ritratti delle celeb e alla serie dedicata a Michelangelo in visione anche i nuovi lavori ispirati al poema di William Blake

di Elisa Della Barba

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David LaChapelle (1963-) non ha bisogno di presentazioni. Il solo nome invoca lo stile Pop più provocatoriamente puro che un fotografo abbia mai utilizzato. Forte di una cultura che ha costruito anche il successo di Jeff Koons, LaChapelle è maestro nel manipolare il Pop, nell'utilizzarlo come specchio della società di oggi, coi suoi consumismi, la sua superficialità, il suo bisogno del niente travestito da glamour costoso.

A un primo sguardo le sue creazioni potrebbero sembrare (non a caso) dei coloratissimi manifesti pubblicitari, delle messe in scena ben architettate, l'eccesso fatto fotografia. Ma a essere superficiale è solo il nostro giudizio: le sue foto sono "tableaux vivants" della disperata condizione umana, memorandum ingombranti della nostra esistenza vuota, palcoscenici del disagio sociale.

La Monnaie di Parigi ripercorre i 25 anni di carriera del fotografo attraverso circa 200 opere e presenta in esclusiva e per la prima volta in Europa la serie Présages d'Innocence (in riferimento al poema di William Blake Auguries of Innocence) del 2008, dove lo sguardo del fotografo passa da bidimensionale a tridimensionale.

Organizzata secondo tematiche, la mostra svela la complessità di LaChapelle: Deluge, ispirato al Diluvio Universale della Cappella Sistina (da sempre si ispira a Michelangelo), Meditation, che richiama a riflettere sulla morte e sul divino, Recollections in America, sulla classe media americana, Destruction and Desaster che rappresenta una visione apocalittica, Plastic People e Consumption con l'amara ironia sulle debolezze dell'uomo (la vanità e il consumismo), Dream evoques surrealism con l'ossessione onirica come evasione dalla realtà, Star System, i ritratti delle più grandi star contemporanee.

Altro che cultura popolare! Costruendo una realtà onirica psichedelica in cui cercare rifugio dal dolore, LaChapelle pare avvicinarsi di più a un filosofo esistenziale.

Retrospettiva David LaChapelle
Fino al 31 Maggio 2009
Monnaie de Paris
11, Quai de Conti, Paris
www.monnaiedeparis.fr

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