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William Eggleston

William Eggleston Untitled, Paris series, 2006­­-2008


16.03.2009

Eggleston e Parigi,
connubio a colori

Fotografie e dipinti (a sorpresa), in mostra dal 4 aprile al 21 giugno

di Elisa Della Barba

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William Eggleston (1939, Memphis, Tennessee) ha portato "l'arcobaleno" nella fotografia. Interessatosi alla fotografia durante gli studi universitari (che non ha mai portato a termine) grazie ad una Leica regalatagli da un amico, si ispira inizialmente a Robert Frank e al libro di Henri Cartier-Bresson, The Decisive Moment. La fotografia a colori, con cui sperimenta già nel 1964-65, attira presto la sua attenzione e diventerà la sua firma negli anni '70 in seguito alla scoperta quasi casuale di un procedimento di stampa del colore chiamato "dye-transfer", tecnica che rende i colori più luminosi e potenti.

14 Pictures (1974), il suo primo portfolio di 14 stampe create con il metodo "dye-transfer", viene presentato a una mostra del MoMA nel 1976: grazie a lui la fotografia a colori, fino ad allora considerata seconda alla fotografia in bianco e nero, verrà legittimata nel mondo dell'arte.

Gli scatti di Parigi commissionati dalla Fondazione Cartier (per cui già aveva prodotto le serie Deserts (2000) e Kyoto (2001) sono imperdibili, considerando che la produzione di Eggleston si è concentrata maggiormente sul Sud degli Stati Uniti.
Sfacciate e inquietanti nella loro semplicità, con un taglio "scomodo" e non convenzionale che gli appartiene da sempre, le fotografie sono accompagnate da una serie di suoi piccoli dipinti astratti e bozzetti mai presentati al pubblico finora, ispirati a Kandinsky e alla relazione fra pittura e musica (Eggleston è anche pianista di alto livello). Il tutto è pervaso da un profondo senso artistico e armonico, uno sguardo unico sul mondo reale, spiazzante e sincero come quello di un bambino.
 
William Eggleston Paris
4 Aprile - 21 Giugno 2009
Fondation Cartier pour l'art contemporain
261, Boulevard Raspail, Parigi
www.fondation.cartier.com

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