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Foto Miles Aldridge

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30.03.2009

FOTOGRAFIA
Inquietante e attraente: la perfezione secondo Aldridge

Londra rende omaggio al fotografo con una retrospettiva che racconta i colori saturi e il suo gusto quasi ossessivo per il dettaglio "fuori posto"                                                 GUARDA LA PHOTOGALLERY

di Elisa Della Barba

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Nato nel 1964 e cresciuto a Londra, con un padre art director che ha lavorato a lungo per i Beatles, Miles Aldridge era destinato all'arte, istruito fin da piccolo con pop art, rock e musica dal circolo di amicizie VIP del padre (del calibro di Eric Clapton e Elton John).

Illustratore e regista di video musicali prima di approdare alla fotografia e arrivare a lavorare nel giro di pochi anni per W, Vogue, Paul Smith, YSL e Giorgio Armani, ammette: «Se il mondo fosse bello abbastanza, scatterei sempre in esterni. Ma il mondo non è stato creato per avere come priorità l'estetica. Preferisco allora crearla a modo mio invece di fotografare quella reale. [...] Ecco perché l'ora e mezza di un film di Antonioni è molto più interessante di un'ora e mezza di vita reale. È perché in essa tutto è concentrato: emozioni, colori, luci».

Ed è di questo che le sue opere si nutrono: polvere d'arcobaleno, raggi di erotismo, onde di luce. L'universo di Miles Aldridge non ha nuvole: è fatto di colori brillanti e pose seducenti. È un mondo irreale, rarefatto e teatrale quello delle sue immagini, non a caso paragonate più volte alle visioni di David Lynch, Hitchcock, Godard, Dalì.

A metà fra lo statico e il cinetico, fra il dipinto e la pellicola, gli scatti parlano di un'estetica ricercata, frutto di uno studio meticoloso, quasi ossessivo, dove l'appagamento visivo viene disorientato da sguardi assenti, da dettagli fuori posto, che suggeriscono un inconscio tormentato e distraggono l'osservatore dall'ostentata perfezione che resta però protagonista.

Miles Aldridge. Doll Face.
2 Aprile - 10 Maggio 2009
Hamiltons Gallery 13 Carlos Place, London
www.hamiltonsgallery.com

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