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Le pont de Galata, 1956 © Ara Güler

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07.09.2009

FOTOGRAFIA
La Turchia (perduta)
di Ara Güler

Dal 9 settembre a Parigi la mostra che racconta in 50 scatti evocativi la Istanbul degli anni Cinquanta e Sessanta

di Elisa Della Barba

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È conosciuto come "L'occhio di Istanbul". Ara Güler, nato nel 1928 a Istanbul (Turchia), vive e lavora ancora oggi nella sua città natale. Attratto dal cinema, dal teatro e dalla pittura, alla fine degli anni '40 si dedica alla fotografia "come nient'altro che a un gioco", scriverà nel 1962. Gioco che si trasformerà nel mezzo di comunicazione con cui si esprimerà per tutta la vita, un linguaggio imparato e parlato col cuore.

Negli anni '50 la Turchia attraversa una profonda fase di transizione, immortalata da Güler, che lavora per il quotidiano turco Al-Hayat e per riviste internazionali: Paris Match (Francia), Stern (Germania) e il Sunday Times (Inghilterra).

Grazie all'incontro con Marc Riboud ed Henri Cartier-Bresson inizia a lavorare per l'agenzia Magnum: il suo talento è ormai richiesto ovunque. Viaggerà in tutto il mondo.

Il filo conduttore della sua vastissima produzione è il fattore umano ed emotivo. Negli scatti della Istanbul degli anni '50 e '60 c'è tutta la compassione di chi conserva gelosamente ciò che sa che di lì a poco scomparirà: artigiani, piccoli commercianti, pescatori. Nostalgia e amore si fondono per raccontare una città in continua trasformazione.

Dalle viuzze labirintiche dei quartieri vecchi ai grandi viali del centro, Güler ferma la neve, la pioggia, il riverbero delle luci notturne sul mare, i fari delle barche del porto nella nebbia. Tutto ciò che si muove, vive, di giorno e di notte. Tutto ciò che vale la pena fotografare con un bellissimo sorriso orgoglioso e malinconico, proprio come i suoi scatti. 

Ara Güler - Lost Istanbul, années 50-60
9 settembre - 11 ottobre 2009
Maison Européenne de la Photographie
5/7 rue de Fourcy, Parigi
www.mep-fr.org

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