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FesMarocco

Fes, vista della Medina (Foto Elisa della Barba)

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21.07.2008

Fes, emozione esotica

L'antica città santa del Marocco seduce con i suoi paesaggi, i suoi odori, la sua forte identità araba. Ecco il diario di viaggio di chi l'ha scoperta, angolo per angolo, suggestione per suggestione... 

Testo e foto di Elisa della Barba

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La verità è che Fes non si può riassumere, si deve raccontare istante per istante. Il mio alloggio è in una Maison d'Hôtes vicino a Piazza Seffarine, nel cuore della Medina. Qui ogni cosa ha una storia, anche questa casa. Kate e Ala'a, lei norvegese, lui iraqeno, vivevano a Oslo ma in un viaggio in Marocco si sono innamorati di questo posto e hanno deciso di ricominciare daccapo qui, circa sette anni fa. Ala'a mi accoglie a braccia aperte, con un sorriso che trasmette pace. Quando gli chiedo qual è la mia stanza, risponde con tono sincero: «da oggi tutta questa casa è tua».

Dice veramente. Le porte non hanno serratura qui, e la sera si cena tutti insieme, tavolo unico. Appena arrivata, corro subito a vedere la terrazza su consiglio di Mohammed. Il giovanissimo aiuto di Kate e Ala'a, 20 anni circa, occhi grandi e un inglese che qui non ti aspetti, ama Fes perchè gli appartiene da sempre, e perchè sa di essere stato fortunato.

Mentre salgo le scale, dalle feritoie dei muri mi assale quell'odore che mi sarebbe diventato familiare e caro nei giorni a seguire: quello della Medina. Una volta in cima, alzo gli occhi, e sento una stretta allo stomaco: quella che ho davanti è in assoluto una delle viste più belle del mondo. Il canto del muezzin, che mi farà da unico orologio per il resto della vacanza, fa il resto. E io mi ritrovo da sola, profondamente commossa.

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