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Particolare del tetto di Dammuso


06.04.2009

Vacanze al primo sole
(africano) di Pantelleria

"Figlia del vento". Così gli Arabi chiamavano Pantelleria, isola italiana solo all'anagrafe. Numerose infatti le contaminazioni, tutte da esplorare. Ecco una mini guida per organizzare un soggiorno alla scoperta dell'isola Testo e foto di Elisa Della Barba

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Pantelleria sa di vento. Ma non di quello che viene dal mare. È dalle viscere della terra che spira, forse per questo ancora più forte. Lotta fra i rami aridi e gli sterminati campi di ispidi fichi d'india, così tenace da aver piegato i profili del paesaggio: ha abbassato le vigne e le case, ha innalzato muri bianchi che sembrano trincee. Si calma solo la sera. D'improvviso, lascia il sole a prendersi tutto il merito della giornata limpida, cielo che quasi non conosce nuvole.

A metà fra Italia e Africa l'isola è un'ibrida indecisa fra passato e presente: i nomi dei luoghi echeggiano i due secoli di dominio Arabo (800-1000 d.C.), ma i dammusi di lusso dei vip e alcuni ristoranti un po' snob svelano un benessere recente dal quale i panteschi non si sono lasciati cambiare.

Pantelleria di personalità ne ha da vendere: è lava pura, pietrificata e bellissima. Il blu profondo del mare, il verde acceso della vegetazione, il bianco dei tetti delle case, l'arancione dei tramonti (come quello dei pastelli a cera) diventano contrasti forti proprio grazie alla pietra lavica, tela scura sulla quale prendono forma.

Splendida fuori stagione, quando ha temperature quasi estive, l'isola ha sempre qualcosa di diverso da raccontare a partire dai millenni di storia che hanno lasciato tracce ovunque.
Chiamata Yranim e Cossyra sotto i Fenici, Pantelleria viene dominata anche dai Romani e dai Bizantini, le cui tombe sono tuttora visibili, scavate nella pietra. È il dominio arabo però a lasciare forse l'eredità più spettacolare, i dammusi. Dall'arabo damus: edificio a volta, queste basse abitazioni, costruite con grosse pietre laviche e pietrame più fine, sono un perfetto esempio di architettura sostenibile (X secolo D.C.). Da queste si ottengono mura spesse fino a due metri che isolano dal freddo e dal caldo.
Il dammuso (con annesso giardino d'agrumi protetto da muretti circolari in pietra) è quindi parte di Pantelleria quanto la pietra di cui è fatta, ed è sicuramente, da solo, un ottimo motivo per spingersi fino a qui in Primavera, quando il sole scalda ma ancora non brucia e si può camminare più a lungo studiandone la struttura e la varietà. 

Altro luogo speciale da visitare in questa stagione è il Lago di Venere: bacino d'acqua lacustre dai colori e dalle temperature caraibiche, è davvero perfetto per il primo bagno di stagione. Di formazione vulcanica, è alimentato da sorgenti alcaline-sulfuree calde (dai 30 ai 60 gradi) e ricco di fanghi termali.

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