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Jefferson Hack, Richard Buckley

Richard Buckley (a dx) con Jefferson Hack a una sfilata.


13.01.2005

Richard Buckey: «Gli stilisti da tenere d'occhio oggi sono...»

Richard Buckley rivela quali sono i nomi più interessanti del panorama attuale e cosa non può mancare nel guardaroba di un uomo

di Luca Lanzoni

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C'è più innovazione adesso nelle collezioni maschili o femminili?  
«Dopo le ultime collezioni maschili di Milano e Parigi penso che ci siano più novità nella Donna. Le ultime collezioni per l'estate infatti proponevano per l'Uomo binomi molto facili di camicia-pantalone, camicia-jeans, T-shirt-jeans. E questa non è veramente moda. Per la Donna, specialmente per l'estate, è più facile fare delle cose nuove, proporre dei nuovi accessori. Mentre fino a poco fa era nell'Uomo che si poteva assistere a maggiori cambiamenti, oggi si sono rotte tutte le regole, e si è arrivati a un livello estremo dove non si sa dove andare. Meglio quindi la semplicità».  

C'è un nuovo stilista, mainstream o underground, particolarmente interessante nel panorama attuale?  
«Ogni giorno siamo ricoperti di cataloghi, press e look book in redazione. Ma fra tutti quello che ritengo sia il più interessante  è di New York e si chiama Tom Brown. Per assurdo si potrebbe dire che le sue collezioni non sono "niente di speciale". O meglio, niente di stravagante... E' molto classico, ma allo stesso tempo molto new... cool. Tutto gioca su nuove proporzioni. Le giacche ad esempio sono un po' più corte, ma senza apparire ridicole. I pantaloni sono stretti ma... non troppo. Penso che fra cinque anni se ne sentirà molto parlare. È uno dei pochi di cui vedendo i vestiti nell'ultimo periodo mi è venuta voglia di comprare qualcosa, di indossarli... » 

Che cosa non può mancare nel guardaroba di un uomo?  
«Risponderò con un aneddoto. Sono arrivato ieri sera e ho visto un ragazzo che indossava una T-shirt e jeans completamente distrutti. Per la cena si è cambiato e ha indossato una T-shirt e un paio di jeans gialli, in stile street. Questa mattina ha scelto una nuova T-shirt e un nuovo paio di jeans. Me lo sono immaginato a casa, prima di partire, mentre sceglieva dal suo armadio i vestiti da mettere in valigia: quella T-shirt, questi, jeans, quella T-shirt, questi jeans, quella T-shirt... Sempre clean e cool. Decisamente perfetto»! 

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