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Un modello di Albino D'Amato

Un modello di Albino D'Amato presentato alla prima edizione Who's on Next?


04.01.2006

Who is on Next? 05

Quale sarà il nome nuovo della moda italiana? Risponde il concorso voluto da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia

di Luca Lanzoni

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La nuova competizione giocata con ago e filo Who is on next? si è conclusa sulla passerella dell'Auditorium di Roma con la premiazione di tre nominativi (due designer di abbigliamento e uno di accessori) su nove finalisti arrivati allo 'scontro on stage' dopo una durissima selezione tra oltre 300 richieste di partecipazione. Si tratta di nomi nuovi ma in qualche modo già noti tra gli addetti ai lavori come Albino D'Amato, trentenne romano, o il misterioso duo di stilisti che si nasconde dietro al codice 6267, oppure Carlo Alberto Pregnolato. Designer già conosciuti, almeno tra giornalisti, buyer di tendenza (come Roberta Valentini di Penelope, Rosy Biffi o Antonia), redattrici e fashion people.

La peculiarità di questo concorso, infatti, vuole essere quella di non fare scouting tra studenti e stilisti alle prime armi, ma premiare quanti hanno già una piccola collezione e si scontrano già con i problemi di produzione, comunicazione e distribuzione delle loro creazioni. Nuovi talenti, sì, ma più "reali" di quelli che abitualmente vengono premiati nei fashion concorsi. Nomi capaci di affermarsi e di durare, non fenomeni che spariscono in una stagione. In linea con questo internto ultimo, la manifestazione non si esaurisce a Roma, ma prosegue a Milano, nei giorni del pret-à-porter, nel calendario ufficiale della fashion week. Qui i tre nomi Who is on next? verranno invitati a sfilare.

Tante speranze che sembrano già mantenute vista l'alta qualità, l'incanto e la fashion-suggestione delle proposte viste in passerella: la couture di ispirazione hollywoodiana ma in chiave destrutturata e contemporanea di Albino D'Amato; i cappottini dall'allure militare ma luccicanti di impercettibili jais abbinati a gonne a boule di 6267. O ancora le pumps, stivali e soprattutto sandali (dal tacco altissimo ed iper femminili) firmati da Carlo Alberto Pregnolato. Attenzione, però. Non solo tra i premiati si sono viste collezioni interessanti. Meritano infatti di essere ricordate anche le vestali pop di Matteo Thiela, i divertenti accessori luxury da glam party girl proposti da Corto Moltedo o le creazioni romantiche uscite dal cilindro di Isabella Tonchi.

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