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Giorgio e Roberta Armani

Giorgio e Roberta Armani. Foto Kikapress

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17.02.2007

Armani secondo Bob Wilson
alla Triennale

La carriera di Re Giorgio in 600 abiti, video, interviste e tanto altro. Entro l'anno anche le grandi retrospettive su Gianni Versace e Vivienne Westwood. Di Rosa Chiesa

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Ispirazioni maschili, palette neutra e uno stile inconfondibile che fa dell'eleganza understated il suo marchio di fabbrica. Giorgio Armani negli anni '80 fu rivoluzionario per l'opera di decostruzione dei capi maschili, come la giacca o il pantalone con la riga, mentre nei decenni successivi divenne un classico per aver saputo rimodellare dolcemente quei capi sul corpo femminile, finalmente libero da  leziosità.
Uomo pratico dalla coerenza granitica e dalla rigorosa sobrietà, perfezionista dell'estetica fin da quando disegnava pois a pennarello su tessuti a tinta unita (per mancanza di mezzi), Armani ha il merito di aver sdoganato l'immagine dell'Italia creativa nel mondo sin dalla fine degli anni '70. Ampliata e arricchita rispetto alla retrospettiva della Solomon R. Guggenheim Foundation partita da New York nel 2000, la mostra dedicata a Re Giorgio ha toccato le maggiori capitali mondiali ed approda ora alla Triennale di Milano (fino al 1 aprile) nell'ambito della Fashion week . 600 abiti, schizzi originali e registrazioni audio e video a illustrare le tappe dell'inventore dello stile casual e stilista del jet set Hollywoodiano, oltre che di Michelangelo Antonioni. Lanciato sul palco da Diane Keaton nel 1978 alla premiazione degli Oscar, Armani finisce col vestire tra i tanti Diana Ross, Lauren Bacall, Dustin Hoffmann e Jack Nicholson oltre al memorabile Richard Gere di American Gigolo. Curata da Germano Celant e con allestimenti firmati dal regista teatrale e visual artist Robert Wilson, la mostra è sponsorizzata da Swarovski.
Sempre a Milano sarà Gianni Versace, eclettico antagonista di Giorgio Armani e talentuoso fashion artist, il centro di una grande mostra (probabilmente nelle Sale di Palazzo Reale) organizzata, in data ancora da definire, in occasione del decennale dalla scomparsa dello stilista. E' già certa invece l'apertura il 19 settembre di una rassegna a Palazzo Reale sui 40 anni di creatività irriverente della stilista inglese Vivienne Westwood. 150 abiti ispirati ai tartan scozzesi, ai pirati, alle crinoline e ai corsetti di ovvia English tradition fino allla punk explosion degli anni '80.

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