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03.05.2007

Fashion & Ethics

Non solo capi in canapa e juta da eco-freak o le solite aste di beneficenza. La moda è più attenta all'ecologia e alle cause sociali con proposte sofisticate e trendy

Di Michelle Schoenung

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La voglia di "fare la cosa giusta" solletica la moda e coinvolge non solo brand di nicchia ma anche grandi firme. Ci sono tanti nomi - consumismo coscienzioso, shopping solidale, eco fashion, moda etica - per descrivere i diversi movimenti del fashion universe che hanno lo stesso obiettivo di proporre belle creazioni che non gravano sull'ambiente e che potrebbero persino aiutare i meno fortunati. Aperto nell'ottobre del 2006, www.eforpeople.com mette in vendita a prezzi speciali le creazioni regalate da grandi firme come Giorgio Armani, Alberta Ferretti, Blumarine, Ermanno Scervino e Roberto Cavalli. In soli sei mesi il sito ha raccolto 132.000 Euro per 4 progetti a favore dei bambini. Dal prossimo autunno l'iniziativa tornerà con un sito rinnovato e nuove collezioni.

Le t-shirt, i leggings e gli altri capi in cotone biologico di American Apparel sono rigorosamente Made-in-Los-Angeles e hanno trovato fan fra le giovani dive di Hollywood. Con negozi in tutto il mondo è un online store, l'obiettivo è di avere successo puntando sull'innovazione e non attraverso lo sfruttamento o il lavoro nero, cattive pratiche di business che - secondo l'azienda - penalizzano non solo i Paesi del terzo mondo ma anche l'etica dei consumatori. Organic cotton anche per Loomstate, una linea di denim e t-shirt che rivisita i classici americani, interamente realizzata in cotone biologico e disponibile su internet.

LifeGate Jeans sono fatti con il cotone biologico ma sono prodotti interamente in Italia, usando tessuti tinti con lavaggi ad acqua e pietra pomice. Inoltre, l'anidride carbonica emessa per la loro produzione è compensata con la riqualificazione di nuove foreste. I modelli hanno nomi come Om e Tantra e partono da 95 Euro. Natural jeans anche per Replay che festeggia i 25 anni di attività con un paio di jeans della collezione Collector's trattati manualmente con pietre, lavati con sapone di Marsiglia e sciacquati in un'infusione di fiori e oli essenziali.

Commercio equo e solidale per Coop che per la prima volta mette in vendita negli ipercoop e nei grandi ipermercati la collezione di abbigliamento Solidal Coop prodotta nei Paesi del Terzo Mondo. Per il lancio non sono salite in passerella modelle ma "persone normali".

Anche i più sportivi possono aggregarsi al trend etico. Le scarpe Puma Vapore 96 Hours sono fatte con carta riciclata mentre i vecchi capi Patagonia in Capilene possono essere riutilizzati per fabbricare nuovi prodotti. Basta rendere i vecchi capi in Capilene al negozio Patagonia. Tra le eco-stiliste forse la più creativa è la londinese Deborah Milner. Ha collaborato con Aveda per proporre Ecoture, una linea sofisticata che utilizza seta riciclata e tessuti dal design innovativo. I tessuti utilizzati per alcuni capi sono stati offerti dall'azienda comasca Mantero che ha regalato materiali in eccedenza rimasti inutilizzati. Così bio non è più un sinonimo di brutto ma giusto. E può essere anche chic.

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