VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Franca Sozzani

Franca Sozzani

Guarda la gallery

26.06.2007

Franca Sozzani: «L'uomo
cerca stile, non moda»

Da qualche mese dirige l'Uomo Vogue e l'ha rivoluzionato. Presentando nel numero in edicola non modelli ma uomini veri, gli artisti della Biennale di Venezia. Di Ilaria Danieli

Speciale Uomo PE 08. Foto, news e video dalle passerelle
Speciale Biennale Arte '07. Mappe e flash dalle esposizioni

VOTA [ 12345 ] (6 voti)
Il giornale di moda, almeno a parole, non interessa a gran parte degli uomini, che lo considerano una lettura da donne. In realtà tutto ciò che riguarda l'aspetto esteriore (dall'abito alla cosmetica al fitness) è in testa agli interessi maschili, più o meno dichiaratamente. L'ha capito Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, che da qualche mese ha preso anche il timone de l'Uomo Vogue e ne sta rivoluzionando l'impostazione. Così, in occasione della Biennale d'arte di Venezia e nel mese delle sfilate maschili di Firenze, Milano e Parigi, ha concepito un numero da collezione de L'Uomo Vogue (festeggiato a Palazzo Grassi e già tre volte sold out), tutto dedicato agli artisti. Una galleria di ritratti, firmati dai migliori fotografi della rivista, che diventa una preziosa antologia di stili non artefatti, né costruiti dal più dotato degli stylist, ma autenticamente originali.
Al posto delle abituali rubriche una rassegna di personaggi estranei alla moda. Perché questa scelta?
«L'obiettivo - spiega Franca Sozzani - era quello di interessare alla moda un largo pubblico maschile di buon gusto. L'arte si è rivelata un buon veicolo, anche perché quest'anno, come avviene solo ogni dieci anni, si verifica la coincidenza di quattro fiere internazionali d'arte (Venezia, Kassel, Munster e Basel) e delle maggiori aste internazionali nel giro di due mesi, gli stessi in cui si svolgono, tra Italia e Francia, le fashion week maschili internazionali. Il focus su personaggi interessanti che però in genere non si vedono e si conoscono solo di nome si è rivelato la chiave giusta».
Insomma siete andati nel backstage della Biennale.
«Sì, un grande lavoro di ricerca che non è mai stato fatto perché in genere alle mostre vediamo l'opera ma non sappiamo chi c'è dietro, le firme non hanno quasi mai un volto. Noi siamo andati a scoprire questi volti nei loro studi».
E com'è stato il rapporto con gli artisti, che spesso sono molto chiusi e introversi?
«Fantastico, perché hanno capito che non volevamo porci come giudici, né come critici, non volevamo sconfinare nel loro campo; volevamo soltanto far conoscere la parte di loro che il pubblico non ha mai la possibilità di incontrare. Perciò siamo andati in Estonia, in Cina, in Sudamerica, in tutto il mondo, a catturare gli sguardi di coloro che non appaiono mai. In certi casi abbiamo infranto muri di riservatezza che sembravano incrollabili, come quello di Gehrard Richter che non si faceva fotografare da otto anni, o di Matthew Barney, nel cui studio non era mai entrato nessuno prima di noi. Si sono create amicizie con i fotografi, bei rapporti con la troupe».
Ma come mai, nel momento in cui si legano i mondi dell'arte e della moda ci si rivolge ad un pubblico maschile? L'arte non interessa alle donne?
«Non è che l'arte non sia un interesse femminile, diciamo che mentre la donna cerca un giornale di moda, l'uomo non accetta, non concepisce di acquistare un giornale di moda. Quindi è l'approccio che deve essere diverso, non attraverso la moda ma attraverso lo stile. Piace a tutti vedere di cosa è fatto lo stile dei personaggi famosi, e noi vogliamo essere il loro obiettivo su questi stili».
Tra moda e arte però c'è anche di più: se la prima offre appeal, la seconda offre spunti creativi.
«Penso però che siano due binari paralleli e che non si dovrebbero contaminare più di tanto, bisogna che ognuno mantenga la sua linea. Certo possono scambiarsi bagliori. Dall'arte arrivano gli spunti di una creatività pura, pulita, estranea a condizionamenti commerciali, mentre dalla moda arriva una mediaticità che l'arte non potrebbe raggiungere. E' in questo senso che i due mondi si possono sfiorare, ma non si devono attaccare troppo, altrimenti uno dei due ci perde».

articoli precedenti

aggiungi un commento