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Giovanni Cavagna

Giovanni Cavagna

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12.07.2007

Giovanni Cavagna: «Ho reinventato la pelliccia»

Intervista al mago dei filati, che ad Alta Roma ha presentato una collezione ricca di sorprese ed invenzioni, come l'alpaca fourrure.(m.v.)

Guarda la sfilata di Giovanni Cavagna AI-08

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Il filo è la sua passione, l'eleganza il suo obiettivo, l'invenzione il suo mezzo. Mai chiassoso ma convinto del suo concept innovativo, Giovanni Cavagna da qualche stagione presenta ad Alta Roma collezioni che mixano originalità e comfort, con concessioni di puro piacere come la maglia profumata d'ambra. Lo abbiamo incontrato nel backstage della sfilata per il prossimo Autunno/Inverno.
La novità di quest'ultima collezione?
«Ho reinventato la pelliccia, a pelo lungo e corto. Ma anziché il pelo ho utilizzato il filo»
E come ci sei riuscito?
«Ho studiato la pelliccia e ho ricostruito il pelo con il filo d'alpaca aggiungendo lurex, mohair e cashmere. Non ho capito subito come potevo fare, ma l'ho scoperto passo dopo passo, sul campo. La tecnica viene suggerrita dal lavoro manuale, non si può avere in mente subito».
Come mai ti sei ispirato agli anni '20?
«Per il messaggio sull'arte e il collegamento con la poesia. Amo Prèvert, e ho scritto la sua poesia su due abiti di seta, uguali, diversi nel colore».
Come riesci a portare il filo a livelli così alti?
«Amo questo lavoro. Ho cominciato ad avere a che fare con la maglia quando avevo 17 anni e prima vedevo mia madre sferruzzare. Il filo mi dà molti stimoli per crescere, progredire. Ho iniziato da lì e continuo».
Come lavori?
«Distinguo in due parti: prima scelgo le trame e poi studio i volumi. Inizio dalla  materia prima, il filo. E poi mi dedico alla struttura e ai particolari tecnici».
Di questa collezione cosa preferisci?
«Il parka in pittura mohair garzato e la cappa di cashmere infeltrito, tagliato a strisce, cucito a mano in due mesi, 15 metri di stoffa e chilometri di strisce».

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