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Da sin: cappotto e abito Valentino e tunica YSL

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12.10.2007

Storia del lusso in 150 abiti

Ovvero due secoli e mezzo di vanità e alta sartoria in mostra fino al 10 novembre al Fashion Institute of Technology di New York.
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Di Valentina Bonelli

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Straordinari abiti, accessori e tessuti sono esposti al Fashion Institute of Technology di New York nella mostra Luxury (aperta fino al 10 novembre), che attraversa due secoli e mezzo di storia del lusso.

Sinonimo nel Medio Evo di piaceri moralmente corruttori, la parola "lusso", etimologicamente vicina a "lussuria", ha assunto in seguito accezioni diverse e positive: persino il filosofo Jean-Jacques Rousseau ammise che il lusso poteva contribuire alla crescita e al miglioramento del paese in quanto motore economico. Nel '700 i filosofi e gli economisti ne discutevano mentre le dame si contenedevano gli articoli più ricercati e costosi per scandire le gerarchie sociali e blandire la propria vanità.

Non esistevano ancora i luxury brand ma i sarti migliori si imponevano come  Rose Bertin, che divenne "Ministro della moda" di Maria Antonietta. L'industria del lusso per antonomasia, ovvero la Haute couture, è invece un'eredità capitalistica del XIX secolo. Grandi sarti come Charles Frederick Worth iniziarono a trasformare un'arte su piccola scala squisitamente artigianale in una produzione industriale per mercati internazionali. L'abbigliamento femminile in particolare divenne il campo prediletto dell'ostentazione del lusso: mariti e amanti attraverso abiti e gioielli facevano esibire alle proprie compagne la loro ricchezza. 

Solo nel '900 le donne iniziarono ad acquisire il gusto per l'eleganza semplice seppure d'élite. Non senza spirito rivoluzionario se il couturier Paul Poiret accusava Coco Chanel di creare una "povertà del lusso". Ma Mademoiselle aveva visto giusto: la sua filosofia del "less is more", per altro in linea con i movimenti modernisti dell'epoca, sarebbe sopravvissuta alle mode e anche alle rivendicazioni giovanili degli anni '60, mantendendo alto il presidio di alcuni marchi sulle fasce alte del mercato e dei prezzi. Picchi esibizionisti rivolti all'eccesso si registrarono poi negli anni '80, ma nei '90 il lusso tornò ad essere un concetto di nicchia.

Oggi il lusso è sempre più una costruzione sociale, che si ridefinisce continuamente. Con l'innalzarsi degli standard di vita, infatti, sempre più persone ambiscono ai prodotti esclusivi e la soglia si sposta via via dagli oggetti alle esperienze. La mostra newyorkese fotografa in 150 pezzi l'evoluzione dell'abito come manifesto di uno status d'élite nelle varie epoche e ne offre una sintesi significativa: per mostrare come il superfluo sia stato e sia sempre più necessario e creativamente stimolante. 

Info: The Museum at FIT

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