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Yves Saint Laurent con Catherine Deneuve

Yves Saint Laurent con Catherine Deneuve


03.06.2008

Addio a Yves Saint Laurent

Il grande couturier è morto nella sua casa parigina, assistito dal compagno di una vita e socio in affari Pierre Bergé. Lascia un immenso patrimonio creativo, alcuni capisaldi della moda degli ultimi cinquant'anni e un grandissimo rimpianto. (i.d.)

Speciale: Addio al grande Yves

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"L'abito più bello per una donna sono le braccia dell'uomo che l'ama. Ma per tutte quelle che non hanno  questa fortuna, o l'hanno perduta, ci sono io." (Yves Saint Laurent)

Purtroppo adesso non c'è più, a consolare le donne con i suoi abiti, il couturier più timido della storia, tanto fragile nella vita quanto potente sulle passerelle. Yves Saint Laurent è morto la notte di domenica, stroncato dal tumore al cervello che lo aveva colpito qualche anno fa e che lo aveva convinto a lasciare nel 2002 la direzione creativa della sua maison, oggi in mano all'estro elegante di Stefano Pilati. Il funerale è previsto per giovedì  e dopo la cerimonia, come da sue volontà, il corpo sarà cremato e le ceneri disperse nel giardino della grande villa di Marrakech.

Sono in tanti, dai colleghi stilisti alle muse e amiche, a ricordare la sua figura esile e riservata, così come il suo talento eccezionale, quello che lo portò a soli 21 anni a sostituire il maestro Christian Dior, imprimendo un segno di novità all'Alta Moda  con il lancio, nel 1958, della forma a trapezio. Chiamato sotto le armi (niente di più contrario alla sua natura, l'inizio della depressione), fu sostituito da Marc Bohan e al suo ritorno decise di fondare una casa di moda a suo nome, con il sostegno dell'uomo d'affari e compagno di una vita Pierre Bergé, lo stesso che lo assisteva la notte di domenica. La consacrazione nell'Olimpo dei grandi arrivò presto, grazie ad un segno forte e sofisticato che attingeva all'arte e alla cultura, senza paura di rovesciare i canoni della moda tradizionale. Sua l'invenzione dello smoking da donna, sua la celebre collezione ispirata a Mondrian, sua la sfilata caleidoscopica e colorata come un Balletto Russo di Diaghilev, grande successo del 1976. E poi il profumo Opium, aroma sensuale degli anni '80, la linea Rive Gauche a prezzi più accessibili, la grande mostra retrospettiva al Costume Institute di New York.  Già molto debilitato da stanchezza e depressione, il couturier continuò a inventare per la moda fino a quando la malattia non lo costrinse ad abbandonare le scene, nel corso di un defilé monumentale.

Sono in tanti oggi a piangerlo: una tra tutti è Catherine Deneuve, famosa attrice e grande amica dello stilista, che diceva di lui: "Saint Laurent disegna per donne che hanno una doppia vita. I vestiti del giorno aiutano la donna a stare in mezzo agli estranei, le permettono di andare dappertutto senza attirare un'attenzione non desiderata: grazie alla loro naturalezza un po' mascolina, le conferiscono una certa forza... Però la sera, quando la donna può scegliere con chi stare, Yves la rende seduttrice".

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