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Mila Schön


05.09.2008

Mila Schön,
la regina dello stile

Si è spenta stanotte all'età di 91 anni una delle più grandi interpreti dello stile italiano. Famosa per i suoi cachemire double e per le stampe geometriche, ha segnato un'intera epoca con i suoi abiti lineari e sontuosi dedicati alle signore di classe del jet-set.
Di Enrico Maria Albamonte

Addio Mila Schön. Omaggio in photogallery
Guarda la collezione Mila Schön AI 08/09

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Il mondo della moda è stato funestato da un altro lutto eccellente. Dopo Pino Lancetti, Gianfranco Ferré e Yves Saint Laurent, il gotha fashion ha perso un'altra delle sue punte di diamante: Mila Schön, al secolo Maria Carmen Nutrizio. Nata in Dalmazia a Traù nel 1917, la couturière coniò negli anni'60 il look della dama milanese di alto lignaggio, come spiega Benedetta Barzini, sua musa e mannequin prediletta, nella Lettera aperta a Mila, quasi un involontario epitaffio tratto dal volume Mila Schön, la signora dello stile di Bonizza Giordani Aragno. «Leggendo i fatti hai risposto con un'impennata assolutamente eccelsa di double, di magiche cuciture invisibili, di tagli sbalordenti [...] I capi che inventavi erano oggetti puri per signore razionali trasformate di sera in icone di assoluta bellezza». La sua invenzione più rivoluzionaria, la lana double cioè doppia e reversibile, creata in collaborazione con il lanificio Agnona, fu una grande innovazione per quei tempi ancora dominati dalla sudditanza italiana alla moda francese e alle silhouettes a corolla di Dior. Grande esteta con un senso innato per l'eleganza e per il colore, soprattutto i grigi, i bianchi e neri e il celebre viola copiativo, dopo aver aperto il suo primo atelier a Milano in Via S. Pietro All'Orto, invitata da Giambattista Giorgini debuttò sulle passerelle fiorentine di Palazzo Pitti nel 1965 con creazioni contrassegnate da un nitore sartoriale raro per quei tempi. Famosi i suoi imprimés spesso di gusto modernista e geometrici, ispirati alle avanguardie pittoriche contemporanee, da lei disegnati e realizzati nei suoi laboratori con la sua label Schöntess ma anche gli abiti filiformi dai tagli ispirati alle tele di Fontana con cui la stilista collaborò, e i suoi lunghi a colonna brodés come gioielli che piacquero tanto, fra le molte belle, ricche e blasonate, a Mina, Ira Furstemberg, Jackie Kennedy, Virna Lisi, Catherine Spaak e Marella Agnelli. Oggi la sua eredità creativa passa alla giovanissima designer Bianca Gervasio che ha lavorato a lungo al suo fianco e che si sta facendo le ossa negli archivi dell'atelier, in attesa di svelare la nuova collezione per l'estate 2009 e di inaugurare la grandiosa mostra retrospettiva a palazzo Reale di Milano sui suoi 50 anni di carriera. Sic transit gloria mundi.

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