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In alto: Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. In basso un outfit della sfilata Gianfranco Ferré PE 2009

In alto: Tommaso Aquilano a sinistra e Roberto Rimondi. In basso un outfit della sfilata Gianfranco Ferré PE 2009


19.01.2009

Tommaso Aquilano:
«Essere stilista è un lavoro complesso»

Sbaglia chi pensa che sia una professione frivola. E' una cosa seria, come la ricerca del proprio stile per una donna

di Francesca Giorgetti               Guarda la sfilata Gianfranco Ferré PE 2009

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Come nasce una vostra creazione? 
«Partiamo dalla ricerca di tessuti, pensiamo a immagini che ci hanno colpito. Importantissime le suggestioni che vengono dai viaggi all'estero compiuti per lavoro. Abbiamo due metodologie molto diverse. Roberto è più razionale, progetta la silhouette e poi la sviluppa. Io invece cerco diverse silhouettes finché trovo quella che mi interessa e poi ci lavoro. In realtà non mi accontento mai, sono capace di stracciare tutto e ricominciare mille volte».

Usate internet? 
«Moltissimo, ma solo per cercare informazioni, non per mantenere relazioni personali. Ho bisogno del confronto fisico, verbale e visivo con gli altri, anche se sono un po' timido. Il web è utile perché trovi notizie su ciò che fa tendenza, puoi sapere chi c'è sul mercato, quali nuove griffe stanno esplodendo. E' molto importante documentarsi anche in questo senso».

Che diresti a chi volesse intraprendere la vostra professione?
«Lascia stare!», risponde Tommaso tra l'ironico e il convinto. «Innanzi tutto non è quello che sembra. Non è un lavoro fatto di feste e festicciole, ma costruito sul mercato, sui rapporti personali a livello finanziario e pubblicitario. Oltre a passione, competenza e dedizione, è indispensabile saper conciliare la creatività con la razionalità finanziaria».

Di tutti i capi o gli accessori che avete nell'armadio, c'è qualcosa che amate in particolare, di cui non potreste fare a meno?

«Io non rinuncio alla t-shirt nera, per me è una specie di coperta di Linus. Con quella mi sento a posto. In alternativa, una camicia bianca. Nell'armadio di Roberto invece non può mancare un pullover di cashmere blu».

Da cosa si riconosce una donna di stile, oggi? 
«E' la donna che risulta unica nel suo genere, capace di mantenere il suo modo di essere nelle diverse fasi della giornata. Poche ci riescono, molte interpretano il ruolo che viene loro richiesto. Essere una persona di stile significa fare scelte in base a quello che si è, tante invece somigliano un po' a Jessica Rabbit che diceva: "Io non sono fatta così, mi disegnano così". Una donna di stile affermerebbe: "Io sono fatta così, gli altri si adattino"».

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