VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Oliviero Toscani

Oliviero Toscani, foto © Orazio Truglio

sondaggio

Con quale di queste affermazioni sei più d'accordo?

poca gente va in giro vestita firmata
la cultura italiana è quella televisiva
gli operai andrebbero obbligati a indossare abbigliamento adeguato per la sicurezza
sono d'accordo con tutte queste affermazioni
non sono d'accordo su nessuna

13.01.2009

Oliviero Toscani:
«Abiti da lavoro: finalmente
la moda ringrazia»

Si inaugura oggi alla Stazione Leopolda di Firenze, in occasione della 75° edizione di Pitti Uomo, Workwear - Lavoro, moda, seduzione: in mostra, centinaia di divise, immagini e capi di moda. Curatori: Olivier Saillard e Oliviero Toscani, che abbiamo intervistato

di Federico Rocca

VOTA [ 12345 ] (2 voti)
Parliamo della mostra Workwear che si apre oggi a Firenze...
«Un omaggio dovuto agli abiti che tutti gli stilisti hanno copiato per decenni».

Cosa hanno copiato?
«Certamente il comfort, ma anche il design. La sua bellezza e la sua essenzialità, determinata da ragioni di sicurezza e praticità».

Il sottotitolo della mostra è "lavoro, moda, seduzione": la divisa da lavoro ha una carica sexy?
«Certo che ce l'ha. Pensi anche al primo abito da lavoro, i blue jeans, ai quali è dedicata un'intera sala: è un indumento estremamente sensuale».

Che cosa invece seduce lei, degli abiti da lavoro?
«Il design, le materie, il modo in cui si affrontano i problemi delle forme: molti abiti da lavoro sono disegnati a piatto, alla giapponese, e non a volume. Ma anche l'utilizzo dei colori, che molto spesso sono primari, e vengono usati per fare riflettere la luce in un certo modo».

Quale è l'abito da lavoro di un fotografo di grande successo?
«Da quando ero un teenager indosso i blue jeans. Poi uso camicie da lavoro e giacche Carhartt da muratore e da elettricista. Trovo più moderno, meno costoso, più pratico vestirmi così. Ma mi sembra di non essere l'unico. La gente non va in giro vestita firmata. Salvo pochi...».

Per la mostra ha lavorato in collaborazione con Olivier Saillard, curatore del Museo di Arti Decorative di Parigi.
«Saillard ha curato la scelta importantissima degli abiti di moda ispirati al workwear. Facendoli dialogare con i veri abiti da lavoro, il risultato è molto interessante».

Lei poi ha selezionato le 15mila immagini esposte: come sceglie un fotografo le immagini di un altro fotografo?
«Come un giornalista. Un fotografo oggi è chi ha a che fare con le immagini, non chi "fa le foto". Poi esistono gli esecutori, ma è un'altra cosa. Io mi sento molto più un editore».

articoli precedenti

aggiungi un commento