VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)

Oliviero Toscani, foto © Orazio Truglio

sondaggio

Con quale di queste affermazioni sei più d'accordo?

poca gente va in giro vestita firmata
la cultura italiana è quella televisiva
gli operai andrebbero obbligati a indossare abbigliamento adeguato per la sicurezza
sono d'accordo con tutte queste affermazioni
non sono d'accordo su nessuna

13.01.2009

Oliviero Toscani:
«Siamo un paese di teleidioti»

Gli italiani? Ma quale popolo geniale e creativo...

di Federico Rocca

VOTA [ 12345 ] (2 voti)
Crede che in Italia si faccia abbastanza per preservare e diffondere il patrimonio della moda?
«In Italia dal punto di vista culturale siamo un po' un Paese del Terzo mondo. Diciamo che siamo geniali... ma a fare che cosa? Io ancora non l'ho capito».

Non siamo geniali ora o non lo siamo mai stati?
«Certamente questo è un momento molto critico... Pensi anche all'architettura: cosa è stato fatto negli ultimi 50 anni? Cinque pezzi importanti, tutto qua. La verità è che non siamo un Paese particolarmente creativo e soprattutto un Paese che cura la cultura. Siamo un paese di teleidioti: la nostra cultura è quella televisiva».

Come potremmo migliorare la situazione?
«E' difficilissimo. Io è da anni che tento di fare botteghe dell'arte, della comunicazione, cultura... ma è difficilissimo. I politici si riempiono la bocca di creatività e genialità, senza avere una mezza idea. Litigano tra di loro, ma non propongono niente».

Spesso al suo lavoro si associa "provocazione": che significato ha oggi, questa parola?
«Provocazione significa muovere un interesse. Non c'è niente di male. Lei crede sia una brutta parola?»

No, ma è una parola il cui significato varia col variare dei tempi, credo...
«E' una parola importantissima. Provocare è un segno di generosità. Nel mio mestiere, se non si provoca è inutile lavorare». 

Oggi, cosa è provocatorio in Italia?
«Non saprei. Non sono un grande amante del mio Paese. Purtroppo sono nato qui ma non l'ho scelto, e neppure me ne vanto. Abbiamo una classe politica e una classe culturale che fanno schifo. Questo Paese funziona per la capacità di individui singoli, e quindi non è un Paese. La Francia, dove spesso sto, è invece un Paese con un senso dello Stato. Noi siamo dei vigliacchi: Gomorra è perfetto, noi siamo così».

Le è piaciuto il film?
«No. E' lento, esteticamente non è molto moderno».

Quale crede sia l'idea che la gente si è fatta di lei?
«Sono una persona particolarmente privilegiata. Innanzitutto perchè ho lavorato in tutto il mondo, e poi perchè ho un riscontro ancora incredibile da parte dei giovanissimi: mi scrivono, mi fanno i complimenti, mi sostengono e quasi difendono. Chiaro, non mi arrivano i complimenti dal sindaco Moratti, che mi censura... Ma va benissimo così».


articoli precedenti

aggiungi un commento