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Alta Roma

Sopra: il logo della manifestazione. Sotto: il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, location di molte delle sfilate.


26.01.2009

Nicoletta Fiorucci: «L'Alta Moda a Milano? Parliamone»

Cresce Who's on next, il concorso che in collaborazione con Vogue Italia ha lanciato le nuove stelle della moda made in Italy. E alle polemiche con Milano la Fiorucci risponde che...

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di Federico Rocca

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Alta Roma ha aperto la strada ai nuovi talenti della moda italiana, da Albino ad Aquilano e Rimondi, fino a Gabriele Colangelo. Quale è il segreto del successo del concorso Who's on next, che ha lanciato tutti loro?
«In primo luogo la collaborazione con Vogue Italia. La selezione dei partecipanti è sempre stata ottima e la giuria si è dimostrata straordinariamente competente. Who's on next ha inoltre il merito di essere una cerniera tra il mondo della creatività e quello dell'impresa. Il problema è che oggi i giovani talenti - in tutti gli ambiti - spesso non hanno modo di incontrare gli operatori del settore».

Who's on next è alla sua quinta edizione. Novità?
«La prima, già annunciata, è l'estensione al menswear. Poi c'è la volontà di fare del concorso un grande punto di riferimento per tutto quello che ruota attorno alla moda, come la fotografia. Amplieremo i nostri ambiti, ma con cautela. L'importante è non improvvisare».

E' presidente di Alta Roma da un anno. Molti consensi e qualche critica hanno caratterizzato questo periodo. Quali le hanno rispettivamente fatto più piacere e dato più fastidio?
«A Roma abbiamo creato un nuovo spazio per far crescere la moda nel nostro Paese, e mi fa piacere che ci si accorga che lo abbiamo fatto con grande energia. Soffro invece quando vedo che il nostro entusiasmo viene interpretato come una sorta di antagonismo rispetto ad altre realtà. Non è così. Ma non si può piacere a tutti, fa parte del gioco...»

Pochi giorni fa Mario Boselli ha ventilato la possibilità che l'Alta Moda possa un giorno trasferirsi a Milano. Cosa ne pensa?
«E' una cosa della quale mi piacerebbe parlare con la Camera Nazionale della Moda, prima di leggerla sui giornali. L'Alta Moda soffre oggi della crisi e qualsiasi cosa si faccia per ridarle glamour e vigore è benvenuta. Non sono campanilista. Solo sarebbe auspicabile poterne parlarne nei termini di un progetto condiviso».

Chiudiamo in leggerezza: come si veste di solito? E come nelle occasioni importanti... ad esempio per l'apertura di Alta Roma?
«Di solito in "nero grafico". Modelli dal design ben definito, ma rigorosamente black. Luce e colore arrivano dai gioielli. Non sono però disposta a soffrire molto per il look. La comodità è fondamentale!»

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