La New Jackie sulla passerella Gucci PE 09. Foto Firstview.

30.03.2009
Frida Giannini: «La borsa...
Un surrogato di casa»
Ogni donna mette il proprio mondo nella borsa. Che - per diventare un cult - deve essere sempre nuova, ma capace di durare negli anni
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Di Federico Rocca
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«La reazione alla crisi è la capacità di creare oggetti che siano prima di tutto "identificativi", prodotti speciali, preziosi, sinonimo di lusso, qualità, artigianalità e autenticità. C'è voglia di un prodotto che gridi la sua unicità, il suo essere "icona", alla moda e allo stesso tempo destinato a durare negli anni».
Cosa non deve mancare nella borsa di ogni donna?
«La borsa è diventata per noi donne un surrogato della casa, ognuna di noi ci porta dentro la propria. Nella mia non mancano mai blackberry, telefono, giornali, documenti di lavoro, trucchi e profumo».
In tre aggettivi: come deve essere una borsa per diventare un cult?
«Distinguibile, nuova e versatile, ovvero adatta sia per il giorno che per la sera».
Perchè, secondo lei, borse e calzature sono diventati i veri nuovi oggetti del desiderio femminile, più ancora di abbigliamento e gioielli?
«Forse lo sono sempre stati. Un paio di scarpe o una borsa possono a volte trasformare un look e farci sentire a nostro agio. In ogni situazione».
Quante borse - come minimo - deve avere una donna nel proprio armadio?
«Il numero non è rilevante. L'essenziale è che abbiano una storia da raccontare».

















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