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Philippe Starck by Jean-Baptiste Mondino

Philippe Starck by Jean-Baptiste Mondino


16.06.2009

Philippe Starck:
«Voglio essere timeless»

Debutto nella moda per lo star-designer francese. A Pitti (martedì 16, alla Stazione Leopolda di Firenze) viene svelato il progetto S+ARCK with Ballantyne: una collezione senza tempo per una nuova idea di moda d'avanguardia

Di Federico Rocca

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Era inevitabile che uno dei designer più popolari del pianeta - prima o poi - si cimentasse anche con la moda. Stupisce, piuttosto, che abbia aspettato tanto tempo per compiere il grande passo, realizzando una collezione (uomo e donna) per Ballantyne.

«Nel corso degli anni ci è stato chiesto molte volte di sviluppare una collezione di moda», spiega Starck, che parla sempre al plurale, facendosi portavoce del suo collaudato team creativo, «e benchè a chiedercelo fossero società prestigiose, abbiamo sempre rifiutato. Non mi è mai sembrato il momento giusto. Sino ad oggi: ora la gente è pronta ad accogliere una proposta diversa».

In che senso?
«Se avessi accettato quelle offerte, avrei dovuto fare del "fashion". Ma io non sono un fashion designer, non voglio esserlo e non lo sarò mai. In primo luogo perchè non è il mio lavoro, e poi perchè ci sono già tanti fantastici stilisti.
Io voglio proporre qualcosa di nuovo, camminare su un nuovo terreno, fare da apripista ad una sorta di avanguardia».

Ci spieghi meglio...
«Vogliamo che la gente compri un vestito che possa essere tramandato anche ai propri figli e ai propri nipoti. La longevità è la nostra filosofia. Facciamo una collezione, cerchiamo di farla al meglio - forse non sarà perfetta, siamo solo all'inizio - con l'ambizione che sia valida anche tra sei mesi, ed oltre. Cercheremo insomma di fare sempre la stessa collezione, senza cambiare mai la nostra "dichiarazione politica"».

Da che cosa nasce questa volontà ?
«Che cosa è la moda oggi? Principalmente il susseguirsi delle tendenze e delle stagioni a ritmo vorticoso. Fai qualcosa di nuovo, e subito diventa vecchio: la moda genera un meccanismo di iperconsumo.
Ma credo che le cose ora stiano cambiando. Ci stiamo rendendo conto che la Terra non può spendere cosi tante energie per creare qualcosa di effimero. In un periodo di crisi come questo trovo sia piuttosto ridicolo spendere i soldi guadagnati col lavoro, col sangue e col sudore in vestiti "usa e getta".
La mia proposta è molto semplice. Non esiste niente nella società, se viene data una sola possibilità di scelta. Pensiamo alla politica: chi vorrebbe vivere in un Paese nel quale esista un solo partito politico? Oggi succede la stessa cosa con la moda. Se oggi vuoi vestirti, puoi scegliere esclusivamente tra la moda, la moda e la moda. Io credo che sia sempre positivo avere più alternative».

E in che cosa si traduce concretamente questa voglia di innovazione?
«La collezione è piena di idee per vestire al meglio il corpo umano. Un nuovo modo di tagliare le maniche, un nuovo modo di confezionare le calze, nuovi colletti per la maglieria...»

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