VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Renzo Rosso

Renzo Rosso. Foto Kikapress


14.07.2009

Renzo Rosso: «ITS Nine vivrà
(anche) sul web»

Nel corso di questi 8 anni il concorso ha messo in luce molti talenti assorbiti dall'industria della moda. Ma per affrontare la crisi - e dare il via ad una nuova era - è necessario pensare a un nuovo format

Di Federico Rocca

VOTA [ 12345 ] (2 voti)
«Il concorso nasce per dare visibilità a dei veri talenti. Quello che mi interessa è trovare qualcuno compatibile con le esigenze dei brand del mio gruppo» dice Renzo Rosso, patron di Diesel, marchio partner principale di ITS fin dall'inizio. «E' vero però che ci sono tanti ragazzi che possono non essere giusti per i nostri brand, e che trovano subito lavoro in altri importanti uffici stile di griffe prestigiose».

E, in effetti, molti dei ragazzi che hanno calcato la passerella di ITS nelle passate edizioni sono oggi in forza nei team creativi di maison come Cavalli, Moschino, Dior e McQueen.

C'è una qualità che accomuna tutti questi designer in erba, spiegandone il successo?
«Una preparazione di base solida, che le scuole sanno dare loro. Il che - attenzione - può trasformarsi anche in un'arma a doppio taglio: alle volte il modo classico in cui si impara a costruire un abito su un manichino non corrisponde al modo di "esercitare" nell'industria dell'abbigliamento».

Che cosa devono evitare di fare questi ragazzi per avere la chance di sfondare?
«Io non amo chi copia senza creare nulla di nuovo. Ma ho imparato recentemente che anche quello che può sembrarti brutto, in realtà, ha una ragione d'essere che deriva dal momento particolare vissuto dalla persona che lo ha creato. Bisognerebbe sempre chiedersi il perchè un'opera venga realizzata. ITS serve proprio a questo: a mettere in luce chi lavora per creare qualcosa di nuovo, personalità che, altrimenti, potrebbero rischiare di rimanere nell'ombra. La cosa davvero bella per noi è investire in un progetto che ha questo come obiettivo».

Usa il verbo più giusto: "investire". L'organizzazione meticolosa di un evento importante come questo richiede capitali non indifferenti. Come fare, in tempi di crisi?
«Da ITS l'immagine dell'azienda Diesel esce certamente rafforzata, e questo mi riempe di energia. Ma in questo momento c'è bisogno di contenere i costi, e perciò stiamo pensando ad una nuova formula. Vogliamo accrescere ancora di più l'importanza di questo evento, ad esempio coinvolgendo in modo maggiore il web. Ne riparleremo a settembre».

Il comunicato di chiusura di ITS Eight recita in effetti: "Goodbye Trieste!". La ricerca del nuovo è davvero sempre nel DNA della kermesse.

articoli precedenti

aggiungi un commento