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Dries Van Noten

Dries Van Noten


27.10.2009

Dries Van Noten:
«Venite in viaggio con me»

La collezione Primavera-Estate 2010 del designer belga nasce come un tour intorno al mondo, fra culture, civiltà e tradizioni diverse. Abbiamo intervistato lo stilista per conoscere le fonti della sua ispirazione

Di Federico Rocca

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Batik di Giava, sete indiane e giapponesi, stampe africane... c'è tutto il mondo nella collezione PE 2010 presentata da Dries Van Noten a Parigi. Otto tappe, nei quattro angoli del globo, per capire meglio il lavoro di questo designer "cittadino del mondo".

Anversa: la sua città - ovvero la sua storia e il suo passato - è sempre il punto di partenza delle sue collezioni...
Assolutamente sì. Ho scelto di vivere nella città in cui sono nato per la serenità che è capace di regalarmi. Mi dà la possibilità di avere sempre un punto di vista differente sulle cose, e tuttora continua a ispirarmi. E poi, mio nonno faceva il sarto qui, e mio padre ha aperto il primo negozio di prêt-à-porter della città. Ho ereditato da loro la sensibilità per abiti e tessuti, ancora oggi il motore principale della passione che nutro nei confronti del mio lavoro.

Calcutta: nella collezione ci sono bellissime sete per sari. L'India è vitalità, esuberanza. A lei cosa dà energia?
Un sacco di cose. Ad esempio, le sete indiane che ho inserito nello show, i loro colori e la vivacità delle loro stampe. Sono una persona capace di grandi passioni e adoro i tessuti, in grado di stimolarne così tante. Amo sentirne la consistenza, accarezzarli, drappeggiarli...

Africa: ad ispirare la sua collezione anche il Boubou, tipico abito dai colori sgargianti. Ci sono regole alle quali è fedele nella scelta dei colori e dei loro accostamenti?
No, niente regole. Amo i colori, li amo tutti, persino quelli più strani e inusuali, quelli che non penserei mai di usare nelle mie collezioni. E' come se mi provocassero, dicendomi: provami! Ma è un discorso che non si limta ai colori: in genere, mi piace mixare elementi diversi, provenienti da tutte le tradizioni del mondo. Una collezione, dal mio punto di vista, è una specie di melting pot di culture e "savoir-faire".

Tokyo: preziose sete da kimono per spolverini molto chic. Il Giappone è il paese dei contrasti. Quali sono quelli che la intrigano di più?
Tutto il Giappone è estremamente affascinante: in questo paese si sono raggiunte le vette più sorprendenti della tecnologia, ma allo stesso tempo si rispettano le più antiche tecniche nella fabbricazione di tessuti e abiti. Un contarsto fortissimo, che nella mia collezione ho voluto rispettare, usando le sete per abiti dalle linee moderne e urbane.

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