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Sergio Castellitto, foto di © Kikapress.com


Sergio Castellitto: «L'amore è un lavoro»

Alla vigilia di un nuovo film e un nuovo figlio (il quarto), Sergio Castellitto riflette sul mestiere di padre e di marito (e sulle volte, parecchie, che ha rischiato di perdere tutto)

di Candida Morvillo da Vanity Fair n. 16/2006

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Sergio Castellitto sta scrivendo una sceneggiatura e la sta scrivendo con sua moglie.

Di che parla il film?
«Parla d'amore. Perché, di che altro può parlare un film?»

Sergio Castellitto ha 52 anni e a giugno diventerà padre per la quarta volta. Il quarto figlio sempre con la stessa donna. La stessa donna è Margaret Mazzantini, la scrittrice di Non ti muovere. Dal 21 aprile, Castellitto sarà il protagonista del Regista di matrimoni di Marco Bellocchio, una storia d'amore che si innesta sulla crisi di un artista, un regista, per la precisione, uno che vorrebbe girare I promessi sposi in un mondo, che è un po' il nostro.

Sono viziati i vostri figli?
«Un po' sì. Ma me ne porti uno, oggi, che non lo è. Per me l'idea più preziosa è dare ai figli pochi strumenti che gli consentano di essere cittadini decenti».

È una fatica.
«È un impegno. Spesso pensi di trasmettere un'educazione, invece stai trasmettendo una tua ossessione. Devi metterti in discussione continuamente e non fartene accorgere».

Come chiamerete il prossimo?
«Cesare».

Cesare Contento, col secondo nome che avete dato ai suoi tre fratelli? «Sì. Come Pietro Contento, Maria Contenta, Anna Contenta».

Perché «Contento»?
«Perché la contentezza è un bello stadio della vita. La felicità è isterica, c'è sempre la paura di perderla, è più "sudata"».

E lei è contento?
«Molto. Anche se la contentezza è un lavoro. L'amore è un lavoro, e non è part-time. Roba da professionisti. L'amore è tanti cazzi, ma tanti...»

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