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Jamie Foxx

Jamie Foxx, foto ©Kikapress


01.02.2007

Jamie Foxx: «Io lo so perché non vi piaccio»

Recita e vince l'Oscar. Canta e il suo disco scala le classifiche. Time lo ha messo nella lista delle cento persone più influenti del mondo. Ma lui è convinto: «Quando incontro un bianco, so benissimo che cosa pensa di me»

di Francesca Scorucchi da Vanity Fair n. 4/07

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Jamie Foxx, texano rude e cordiale, ha il potere di farti sentire... come un vecchio amico ritrovato... Due anni fa vinse l'Oscar per Ray e, mentre alzava la statuetta come miglior attore, un suo disco, Gold Digger, era primo in classifica. Poco prima era uscito con il film Collateral (che gli era valso una nomination aggiuntiva come non protagonista) e poco dopo volava in Florida a girare Miami Vice. Ora è il protagonista... del musical Dreamgirls, nei cinema italiani dal 26 gennaio, che sta facendo incetta di incassi e di premi....

Lei è uno dei dieci divi di Hollywood a essere stato candidato agli Academy Awards, lo stesso anno, come attore protagonista e non protagonista. E uno dei quattro − con Barbra Streisand, Bing Crosby e Frank Sinatra − che hanno messo insieme un Oscar e un primo posto tra i dischi più venduti. Come si gestisce la doppia carriera?
«Non si possono fare le due cose insieme, altrimenti non ti viene bene né l'una né l'altra. E ci vuole umiltà...».

Si è trasferito a Hollywood per recitare o per fare il musicista?
«Sono venuto a Hollywood perché ero stufo di essere chiamato "negro"».

Dice sul serio?
«Certo. Quando ero in Texas, era un continuo "dico a te, nigger", "gira alla larga, nigger". Dicono che anche a Los Angeles o New York il razzismo non è per niente stato superato, che è solo diventato più subdolo. Beh, preferisco il razzismo subdolo. Quando incontro un bianco, so benissimo quel che pensa di me. So benissimo che non gli piaccio. Ma preferisco che non me lo dica in faccia».

C'è qualcosa che rimpiange degli anni in cui era povero?
«Ogni tanto mi viene nostalgia del mio appartamentino, quello che dividevo con troppe persone... Ma erano i miei amici, e molti di loro lo sono ancora»...

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