VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Ben Stiller


31.01.2006

Ben Stiller: «Ho provato l'entusiasmo di un bambino»

L'attore racconta la sua esperienza particolare sul set di Una notte al museo alle prese con mummie, dinosauri, trenini elettrici e... varie bizzarre presenze

A cura della redazione

VOTA [ 12345 ] (1 voto)
Ritrovare lo sguardo emozionato dell'infanzia sembra un'operazione difficile da adulti. Ma, come racconta il protagonista di Una notte al museo, diventa un'operazione molto semplice se - uno - si ha l'occasione di recitare in una commedia fantasy e - due- questa si svolge in un luogo che si conosceva da piccoli e che già allora aveva un che di magico.

Come sei entrato in questo progetto?
«Mi piaceva l'idea. E poi sono nato proprio a 5 isolati dal Museo di Storia naturale di New York e mi sono ricordato di quando ci andavo da piccolo. Mi piaceva l'idea di vederlo un po' con gli occhi di un bambino e di subire il fascino, l'aura, che hanno - anche oggi - queste ricostruzioni con uomini e animali congelati nel tempo. L'idea che tutte queste presenze si animino di notte ha un suo appeal. Ricordo di essermi detto: "Questa cosa piacerebbe a me per primo!"».

Come è stato recitare in un museo?
«Non come stare su un set classico. Era più come essere al museo. E' stato come stare per tre mesi al museo. Divertentissimo, perché le mostre le sentivi vere e reali così come le targhette descrittive. Tra un ciak e l'altro, potevi davvero imparare qualcosa sulle abitudini dei pinguini o sulla storia di Cristoforo Colombo oppure memorizzare tutte le frasi celebri di Theodore Roosvelt».

articoli precedenti

aggiungi un commento