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18.05.2005

Keren Ann: «La mia musica da globe-trotter»

A tu per tu con una cantautrice cittadina del mondo (ha madre olandese-giavanese e padre russo-israeiliano) che vive e suona tra New York e Parigi e conquista il popolo dei club, ma non solo, con la sua voce sussurrata, misteriosa e distaccata

di Valentina Caiani

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Fa parlare di sè la trentenne Keren Ann. La sua biografia incuriosice; la sua musica stimola l'intelletto.

Nella sua persona unisce diverse culture ed è in viaggio da quando è nata. E' stata messa al mondo a Tel-Aviv, è cresciuta in Belgio, poi a 11 anni è calata a Parigi. Infine, a 18 anni, si è trasferita negli States prima a San Diego, quindi a New York.
Come musicista, poi, canta e compone versi un po' in inglese un po' in francese, e si accompagna semplicemente con una chitarra. La sua voce? E' sottile, quasi un respiro, ed è strana perché sembra algida e lontanissima, cos' 'staccata dal mondo' da suonare misteriosa.

Il suo nuovo CD si intitola Nolita. Che mondo è quello di Nolita?
«NolitaNorth of Little Italy, è un quartiere tra Houston e Little Italy. Mi sono molto affezionata a questo luogo. Credo per le storie che ci ho vissuto, non tanto per l'ambiente in sè».

Che aria si respira nella Grande Mela?
«New York è una citta molto mostrata e raccontata. Forse perché è un posto in cui "la storia è adesso": dove ti volti, trovi un po' di anni '80, un po' di anni '70, un po' di anni '50. Hai l'impressione di toccare la storia con le mani. Si può dire che Nolita sia la mia (personale) visione di New York oggi».

New York è anche il grande melting pot, il crogiolo delle razze e tu... tu canti un po' in inglese e un po' in francese. Come mai questa scelta?
«Per me la lingua in cui decidi di esprimere la tua creatività è una forma fisica che tu dai alle idee: quando scrivi una storia o una canzone, vuoi darle corpo e la lingua che scegli è quel corpo.
Di solito io scrivo istintivamente, di getto, la musica prima di pensare alle liriche ed è il mood della canzone che poi corre naturalmente verso l'una o l'altra lingua. Così, alcune canzoni possono solo essere in inglese, altre solo in francese».

Ma con quali differenze? Qual è la lingua più cerebrale e quale la più emotiva?
«L'inglese può andare con tanti diversi tipi di sonorità. Il francese è più limitato a certi ritmi. Ma credo che entrambe le lingue possano essere molto emotive».

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