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Leonardo di Caprio

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08.02.2007

Leonardo Di Caprio:
«L'Africa mi ha cambiato»

Lo spettro dell'AIDS. L'arte di saper festeggiare il semplice fatto di essere vivi. Ecco che cosa ha colpito il divo americano dietro le quinte del suo nuovo film Blood Diamond

di Ilaria M. Linetti

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Leonardo DiCaprio è di nuovo tra i nominati agli Oscar: dopo il biopic The Aviator, è Blood Diamond a portarlo nella cinquina dei migliori protagonisti.

Perché la scelta di fare un film come Blood Diamond?
«Ho sempre voluto andare in Africa e vedere con i miei occhi la situazione: non appena letta la sceneggiatura ho capito che questo era il film giusto, con il regista giusto.
Ci sono problemi immensi in Africa e mi pare assurdo che tutte le volte che viene scoperto qualcosa - petrolio, avorio oppure diamanti-, le popolazioni locali debbano soffrire le pene dell'inferno».

Ti ha cambiato il soggiorno in Africa?
«Non è possibile andarci e non cambiare. In Mozambico, dove abbiamo girato molte scene, quattro persone su dieci hanno contratto il virus dell'Hiv ed esistono condizioni di vita inimmaginabili per noi americani».

Una cosa che ti ha sorpreso, in particolare?
«Il loro modo di intendere la vita. Festeggiano il fatto di essere vivi, ballano in mezzo alla strada, nonostante la povertà e tutti gli altri problemi. Poi torni negli Stati Uniti e ti accorgi di quanto siamo fortunati. Eppure non balliamo in mezzo alla strada, non celebriamo la nostra vita e passiamo il nostro tempo a concentrarci sui nostri finti problemi».

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