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08.02.2007

Leonardo Di Caprio: «Blood Diamond non è una svolta»

E nemmeno una crociata. Il divo di Titanic risponde a chi muove critiche al suo ultimo film e a chi pensa che stia cambiando radicalmente

di Ilaria M. Linetti

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Blood Diamond segna una svolta nella tua carriera?
«Non so se è una svolta. Non scelgo un film solo per il messaggio sociale o politico che contiene. Però sono interessato a soggetti che abbiano un valore capace di andare al di là della storia che si racconta. Nella mia visione una pellicola deve divertire, deve intrattenere, ma deve anche contenere un messaggio».

L'industria dei diamanti non ha preso molto bene il film e non sono certo mancate le critiche...
«Inizialmente era così, poi l'atteggiamento è cambiato perché anche loro hanno compreso che la nostra non era una crociata contro i diamanti, ma solo contro quelli che provengono da zone di guerra. Esiste il Kimberley Process, un accordo che vieta di commerciare queste pietre e ha lo scopo di rendere la vendita dei diamanti una cosa benigna. Non abbiamo fatto la guerra ai diamanti, non vogliamo che la gente smetta di comprarli, solo che inizi a fare attenzione a cosa acquista: con la nostra carta di credito possiamo alimentare stragi e conflitti».

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