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15.02.2006

I mille volti (creativi) di Amalia Grè

Nota come cantautrice e interprete jazz, è anche scenografa e pittrice. Ma non le basta. Pare che non le dispiacerebbe affatto scrivere un film...

di Valentina Caiani

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Da sempre disegni le copertine e i booklet dei tuoi album. La computer art è solo una passione o una seconda attività?
«Le immagini di Amalia Grè e Per te sono nate come visioni che poi ho messo su computer. Ho fatto delle mostre a New York in cui venivano proiettati questi disegni. Dipingere per è una necessità: come se soffrissi di qualcosa e avessi bisogno dell'antidoto».

Sei reduce da vere e proprie mostre. Mai tentata di passare dal concerto puro all'happening d'arte?

«Pian piano costruirò spettacoli più ricchi, però per ora farò un'esposizione a Roma e poi... Vediamo quello che succede. Devo ancora concentrami molto sulla musica».
Attrata dall'esprimerti anche attraverso video?
«Ho girato dei corti con amici. Ogni tanto partecipiamo a dei concorsi. Insomma, nel mio lavoro c'è sempre un senso di ricerca, un senso teatrale della vita.
Mi piacerebbe scrivere dei soggetti e trovare dei registi interessanti che li mettano in scena».

Come nasce questa tua 'urgenza comunicativa' a 360 gradi?
«Ho vissuto con una madre abbastanza artistica per cui ci dilettavamo un po' nel creare oggetti, disegnare e dipingere in casa ma anche nell'amore per i tessuti e per il design, in generale. Influenza nell'infanzia.
A 13 anni ho scritto le mie prima canzoni, poi c'è stato un blackout di musica e invece ho fatto scenografia teatrale come studi universitari. Solo dopo l'Università ho deciso di essere cantante».

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