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15.02.2006

Amalia Grè: cinque cose da sapere sul nuovo album

Poche domande per scoprire gli aspetti più inediti di Per te

di Valentina Caiani

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Per te
«L'album è il frutto di un mese di lavoro in studio. Tutto è registrato in presa diretta, alla maniera del jazz: si suona e quello è il brano».

Inediti ma anche numerose cover
«Ho scelto di inserire cover perché mi piacciono  e in questo momento sento di cantarle, sento di dover dire Smile alla gente o di sentire MoonRiver
Quanto t'ho amato di Piovani mi ha preso l'anima quando l'ho sentita cantare per la prima volta da Benigni. Avevo bisogno di rifarla. A modo mio. E' un pezzo di alta poesia».

Angel my love
«E' la mia origine musicale. E' la prima canzone che ho scritto in vita mia a 13 anni ed era tutta in inglese (oggi rimane in lingua straniera solo il ritornello). E' la prima dichiarazione d'amore scritta durante la mia prima cotta. E' semplice, priva di ogni orpello jazzistico. Forse è più pop delle altre». 

Giardino multirazziale
«Trovo che nella società multietnica in cui viviamo ci sia ancora un velo di razzismo. In questa canzone faccio un elenco delle varie tipologie dei fiori con i loro nomi e parlo anche di un fiore senza nome che rappresenta il più diseredato di noi ma non deve preoccuparsi: la pioggia scende e bagna tutti senza distinzioni. E' il mio modo di dire che vorrei ci fosse un sentimento di equità».

Armonautica televisiva
«La musica e il titolo di questa canzone sono del mio bassista. Io ho scritto il testo. E' una visione immaginata di un paesaggio africano. Abbiamo cercato una ritmica che potesse riecheggiarlo e ricreasse l'esperienza di passeggiata nella natura».

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