VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
John Maeda, courtesy MGM Digital Communication

John Maeda, courtesy MGM Digital Communication


21.02.2007

John Maeda: «Italiani, la legge dell'emozione è fatta per voi»

Il «guru hi tech» spiega come vivere con semplicità ed elenca 10 leggi. Di una, noi italiani, dice, possiamo considerarci maestri. Invece, per quanto riguarda la legge dell'organizzazione... Di Alberto Grandi

VOTA [ 12345 ] (6 voti)
Chi è John Maeda? Lui si definisce un artista, la stampa lo definisce un guru hi tech. Entrambe le definizioni sono giuste. Nato a Seattle nel 1966, John Maeda, nel campo delle nuove tecnologie, è sia un creativo sia uno studioso. Ha esposto le sue opere al  MOMA di New York ed è professore all'MIT (Massachusetts Institute of Technology). L'ultima sua fatica è un libretto rivolto a tutti, non solo ai patiti di hi tech, dal titolo Le leggi della semplicità (Bruno Mondadori editore, euro 10, clicca qui per saperne di più) in cui elenca 10 leggi per «vivere semplice» e meglio. Maeda lo ha presentato martedì 20 febbraio a Milano, alla serata Meet the Media Guru. Lo abbiamo intervistato per scoprire se la tecnologia rende la nostra vita veramente più semplice e la semplicità è veramente la chiave della felicità.

Tra le dieci regole della semplicità, quale, secondo lei, è più affine allo stile di vita italiano?
Quella dell'emozione che è una regola fondamentale nella vita e nel lavoro, ad esempio nel campo del design quando si crea un oggetto.

E quella dove siamo più carenti?
La regola dell'organizzazione, ma il vostro è un caos creativo, io non lo organizzerei.

Lei parla di semplificare la vita con la tecnologia e prende in causa Internet. Ma la rete, per sua stessa natura, non è come una enorme massa caotica di contenuti a volte pericolosi? Come organizzarla?
Non dimentichiamoci che la rete siamo noi. Qui a Milano sono entrato nel vostro Duomo. Era uno spazio enorme dove la gente si muoveva in modo differente: chi entrava, chi usciva... Internet è uno spazio dove ognuno ha assoluta libertà. L'unico modo di regolamentarla è attraverso il rispetto e la fiducia tra utenti.

Se dovesse dare un sesso a Internet, direbbe che è un uomo o una donna?
Una donna. Le donne hanno un cervello più, come dire, «multitasking». Sanno fare più cose contemporaneamente. L'uomo, quando non ha a che fare direttamente con i figli, tende a dimenticarsene. Una madre sa sempre dove sono i suoi bambini, cosa stanno facendo. Ha una coscienza collettiva della famiglia.

Oggi si ripete che l'informazione cartacea morirà, rimpiazzata da quella digitale, è d'accordo?
Solo in parte. I quotidiani, secondo me, spariranno perché già oggi prendono le news dal Web, ma l'articolo di un settimanale può essere attuale anche diversi giorni dalla sua pubblicazione.

Lei è sposato e ha cinque figlie. In che modo le donne della sua famiglia la ispirano come artista?
Con la loro onestà, anche se a volte mi spiazzano. Una volta feci vedere un mio lavoro alle bambine e loro dissero: «Che bello, papà!». Pochi giorni dopo mia moglie tirò fuori dalla cesta della lavanderia un mio calzino sporco e loro dissero: «Che bello, papà!».

articoli precedenti

aggiungi un commento