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Jim Caveziel

IL CASO

Nella prima settimana di programmazione negli Usa è già diventato campione di incassi. The Passion of the Christ, il controverso film diretto da Mel Gibson che racconta le ultime ore della vita di Gesù è una pellicola potente, cruda, sconvolgente. Ma, soprattutto, fonte di infinite polemiche: non era ancora uscito che già numerose associazioni ebraiche si erano schierate contro Gibson, convinte che il film possa generare una nuova ondata di antisemitismo.


30.04.2004

Jim Caviezel: «The passion? Per me è stata una croce»

Il protagonista del controverso film di Mel Gibson che sta infiammando l'America si sfoga: «Per girare quelle scene ho sofferto molto»

Francesca Scorcucchi

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Girata in Italia fra Cinecittà e i Sassi di Matera, la pellicola non risparmia allo spettatore nessun particolare, dalle frustate al peso della croce, ai chiodi che entrano nella carne. Tutto questo ha rappresentato per Jim Caviezel, 33 anni, attore già visto in La Sottile Linea Rossa e Il conte di Montecristo, una durissima prova. «Credo che questo film sia stata anche la mia "passione" - dice adesso - Ho dovuto lottare contro il freddo, contro i crampi, contro il mal di testa che mi procurava la corona di spine. Ho dubitato della mia fede e, quando ho gridato al cielo: "Padre perché mi hai tradito", lo pensavo sul serio. Poi, però, ho capito che non avrei potuto rappresentare il dolore senza soffrire veramente».

È vero che Gibson l'ha messa in guardia che sarebbe stata dura?
«Più volte mi ha detto che rischiavo, che c'era la possibilità che dopo questo film nessuno mi avrebbe più fatto lavorare a Hollywood. Io gli ho risposto che ero un credente, che tutti devono portare una croce e che, se ci risparmiamo dal farlo, rischiamo di essere schiacciati dal peso di quella croce. Non ho avuto nemmeno un secondo di esitazione: questo è il ruolo più importante che possa capitare a un attore. Mentre giravo questo film, ero contemporaneamente impegnato su altri set (Highway Men, The final Cut, Madison e Stroke of genius, ndr) e l'accoglienza opgni volta non era facile: la gente mi chiamava Gesù, altri mi ignoravano e altri mi dicevano di levarmi di mezzo...».

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