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Elio Germano e Riccardo Scamarcio nel riflm rispettivamente Accio e Menrico

Elio Germano e Riccardo Scamarcio nel riflm rispettivamente Accio e Menrico.
Foto di Gaia Cantarelli


16.04.2007

Scamarcio, bello e (politicamente) dannato

È il personaggio che l'attore interpreta in Mio fratello è figlio unico. Storia politica e umana di due fratelli - uno di destra, l'altro di sinistra - cresciuti negli anni '60. Tra affetto e incomprensioni

di Alberto Grandi

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Il personaggio che Riccardo Scamarcio interpreta nell'ultimo film di Daniele Luchetti, Mio fratello è figlio unico, è un ragazzo cresciuto negli anni '60 a Latina, operaio e attivista politico che non disdegna la violenza. Siamo lontani dallo Step che in Ho tanta voglia di te scorazza in moto nella Roma di oggi incontrando amici e ragazze. Il film di Luchetti, però, va letto in chiave umana più che politica perché è soprattutto la storia di due fratelli: Menrico e Accio. Il primo bello e di sinistra, l'altro impacciato e di destra. Il fratello meno «figo» non è interpretato da Scamarcio (ovviamente), ma da un convincente Elio Germano. All'anteprima milanese abbiamo parlato con attori e regista.

Scamarcio, secondo lei il pubblico di Ho tanta voglia di te andrà a vedere Mio fratello è figlio unico?
Me lo auguro, anche perché il film esce in 500 copie e ci da uno spaccato degli anni '60 molto emotivo. Ho rivisto il finale qui, in sala con voi, e mi sono commosso.

Come si è calato nella parte di Menrico?
«Pensando a come viene recepito dal fratello Accio più che documentandomi sui giovani di quegli anni. Perché questo film è soprattutto la storia di due fratelli e del loro modo di relazionarsi».

E lei, Elio Germano, come si è calato nel ruolo di Accio?
«Mi ha aiutato molto vedere come Scamarcio veniva assediato dalle fan fuori dal film. Ogni volta che spalancava la finestra o usciva in strada una torma di ragazzine si metteva a urlare come tanti antifurti. Vedere lui, così famoso e desiderato, e confrontarlo con me che lo sono molto meno, mi ha aiutato a calarmi nella parte del fratello meno popolare».

Scamarcio, se lei fosse vissuto negli anni '60 si sarebbe comportato come Menrico?
«
Non avrei sparato con la pistola, questo no. Però sarei stato attivo politicamente perché lo ero già a scuola quando organizzavo assemblee di studenti e mandavo fuori dall'aula il preside che non poteva prendervi parte».

E avrebbe avuto la sua stessa sicurezza?
«No perché prima di diventare attore non mi sentivo sicuro come oggi».

Tra le tante ingiustizie di oggi, quale le fa più paura?
«Il fatto che i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. C'è un divario spaventoso tra le classi sociali».

E di vallettopoli cosa pensa?
«Se questi signori hanno veramente compiuto ciò per cui sono indagati, devono essere puniti severamente».

Una domanda al regista, Daniele Luchetti: i giovani degli anni '60 si dividevano politicamente tra destra e sinistra. E quelli di oggi?
«Per me con scelte commerciali. Comprare un Apple o un Pc significa stare da una parte o dall'altra. I beni di consumo, più che la politica, fanno la differenza ».

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