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Keira Knightley

Keira Knightley


29.08.2007

Keira Knightley: «Pugnalatemi alle spalle»

Alla vigilia del festival di Venezia, dove è una delle star più attese, Keira Knightley ci ha confessato le sue insicurezze

di Paola Jacobbi da Vanity Fair n. 35/2007

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...Ho appena visto in anteprima lo spot del profumo Coco Mademoiselle di Chanel di cui Keira è diventata testimonial, sostituendo Kate Moss per la cifra, pare, di 500 mila sterline, 740 mila euro. Vi indossa un abito rosso fuoco, lungo, anni Trenta. Un abito quasi uguale, ma verde (se girate pagina, li vedrete entrambi), lo porta nella scena madre − un furioso, passionale amplesso in piedi, contro una parete di libri − del film Espiazione. È il titolo d'apertura della 64esima Mostra del Cinema di Venezia (nelle nostre sale uscirà il 21 settembre) ed è tratto dall'omonimo romanzo di Ian McEwan, uno dei più amati dai lettori dello scrittore inglese. Keira è Cecilia, James McAvoy è il suo amato Robbie, e la sorellina Briony è interpretata, a seconda delle età, da tre attrici diverse, compresa la grande Vanessa Redgrave.

...In Espiazione Briony, una ragazzina impicciona, accusa ingiustamente un giovane di un orrido crimine e finisce per distruggere la vita a due persone. Non è un po' quello che succede con certi gossip particolarmente malevoli?
«Briony è piena di fantasia, vuole fare la scrittrice e la sua smania di raccontare la porta a non distinguere la finzione dalla realtà. Certa stampa si comporta così, prende delle verità, o anche solo mezze verità, e le trasforma in certezze sulla base di interpretazioni del tutto arbitrarie».

Un esempio realmente accaduto: lei è molto magra. Dunque, secondo il Daily Mail doveva essere per forza anoressica, e addirittura colpevole di indurre altre ragazze a non mangiare, per imitarla. Lei ha fatto causa al giornale, e ha vinto.
«Sì. Io sono fortunata, geneticamente parlando. Mangio normalmente e non ingrasso. Sono sempre stata così. Questo non significa che io neghi l'esistenza del problema dell'anoressia. Ho conosciuto persone che ne hanno sofferto. Spesso di tratta di ragazze straordinarie, abituate a ottenere risultati eccellenti in tutto. Se, però, attraversano un momento difficile, possono cadere nella trappola psicologica dell'anoressia proprio per dimostrare di avere sempre la stessa, strepitosa capacità di controllo e disciplina. Quello che colpisce, oggi, è che anche molti ragazzi vengano ricoverati per questa patologia. Non so quali siano le motivazioni per i maschi, ma certo non si può dare la colpa di questo fenomeno al fatto che ci siano in giro attrici o modelle magre».

Due anni fa, lei dichiarò: «Se cercate la voce insicurezza sul dizionario, troverete il sinonimo Keira Knightley». Va meglio, adesso?
«Un pochino. Ma solo perché ho imparato ad accettare una semplice verità: nessuno al mondo si sente sempre favoloso».

Si riferisce al rapporto con il corpo?
«Anche. Mi piace la mia pancia, ho detestato a lungo le mie gambe, ma ultimamente cominciano a piacermi anche loro». 

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n. 35

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