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Sandra Bullock (Foto ©Kikapress)

Sandra Bullock (Foto ©Kikapress)


04.09.2007

Sandra Bullock, matrigna felice

Il marito, le ex mogli, i figli (di lui): l'attrice più muta di Hollywood non dà interviste nemmeno per parlare dei suoi film. Per Vanity Fair ha fatto una clamorosa eccezione

di Paola Jacobbi su Vanity Fair n. 36 del 13 settembre 2007

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... Sandra Bullock produce la serie televisiva George Lopez e ha realizzato una decina dei suoi ultimi film, tra cui Due settimane per innamorarsi con Hugh Grant, Miss Detective e il suo sequel. Negli ultimi tempi si sta togliendo lo sfizio di fare cinema d'autore e indipendente. È stata la scrittrice Harper Lee in Infamous e la borghese nevrotica che dice «Sono sempre incazzata e non so perché» in Crash, Oscar come miglior film nel 2006. In Premonition, che esce il 7 settembre in Italia, è una classica moglie-madre americana che sogna nei minimi dettagli la morte del marito un giorno prima che accada....

Com'era da ragazzina?
«Sono arrivata negli Stati Uniti adolescente (prima era vissuta in Europa, al seguito della madre Helga, cantante d'opera tedesca che poi si stabilì con il marito americano ad Arlington, Virginia, ndr). Gli anni delle superiori sono stati i peggiori della mia vita. Gli altri ragazzi mi avevano preso di mira. Ero la sfigata della classe... Eppure, col senno di poi, io ringrazio i bulletti della mia scuola. Grazie a loro ho sviluppato una sensibilità che mi permette di entrare in empatia con qualunque tipo di persona, anche la più diversa da me».

Uno come suo marito, per esempio. Intanto, ha cinque anni meno di lei...
«Ma io lo chiamo "nonno", perché è pieno di cicatrici per via di tutti gli incidenti che ha fatto in moto. Comunque, su di lui avevo anch'io dei pregiudizi. Pensavo fosse un selvaggio e, invece, adesso la selvaggia della coppia sono io».

Vi siete conosciuti perché lei portò il figlio di un'amica sul set del programma di Jesse. Poi lui le scrisse un'email con 20 domande. Quali?
«Cose serie. Politica, religione, scelte di vita... Mi ha colpito, mi ha fatto venire voglia di conoscerlo meglio. Non so perché, ma con lui non ho mai cercato di essere né particolarmente carina né particolarmente spiritosa. Sono stata me stessa e basta».

Jesse aveva già dei figli. È stato un motivo di preoccupazione per lei?
«Ci ho riflettuto, è ovvio. Però, tutti abbiamo un passato, con o senza figli. Ma conta quello che si è diventati, non quello che si è stati, o con chi».

Fare la matrigna le piace?
«Sì, ma è un compito facile. I bambini (Chandler e Jesse Jr., 10 e 7 anni, ndr) hanno già una madre, una donna splendida, Karla, la prima moglie di Jesse. Abitiamo vicini, ci dividiamo i compiti, e io lo considero un onore»...

Leggi l'intervista completa
su Vanity Fair n. 36 in edicola

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