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Vanity Fair n. 38

Vanity Fair n. 38


19.09.2007

Michelle Pfeiffer: «Volete farmi ridere?»

Non ci riuscirete dicendole che è bellissima e che dimostra vent'anni. Non ci riuscirete ricordandole tutti gli uomini fantastici con cui ha lavorato. Non ci riuscirete nemmeno chiedendole di Hillary Clinton. Ma provate a farle un regalo davvero speciale

di Riccardo Romani da Vanity Fair 38/2007

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...Dove diavolo era finita?
«Vede, il tempo scorre veloce quando si ha una famiglia cui badare. Quasi senza rendertene conto, finisci per avere la sensazione che tutte le proposte di lavoro siano poco interessanti, che nessuna meriti di rubare tempo ai tuoi cari».

E quella che l'ha convinta a tornare, a sorpresa, è un musical.
«L'idea di Hairspray mi è piaciuta subito. Fare la cattiva mi diverte. E poi è una storia che parla di uguaglianza e discriminazione, di valori e problemi centrali nella cultura americana. Li affronta con leggerezza, ma anche con coraggio, e questo mi è sembrato il momento giusto per riproporli. In Stardust (diretto da Matthew Vaughn, con Robert De Niro e Peter O'Toole, nei nostri cinema dal 12 ottobre, ndr) sono Lamia, la strega che vuole tornare giovane e bella: uno spasso. E in I Could Never Be Your Woman (in arrivo nel 2008, ndr) ho un ragazzo di vent'anni più giovane - Paul Rudd, bravissimo. Strana la vita: cinque anni di assenza, poi tre film tutti insieme».

...Sullo schermo la parte della cattiva le sta a pennello. È stata cattiva anche nella vita?
«Da ragazzina, un po'. Ero il cosiddetto maschiaccio. Cresciuta di colpo, più alta dei miei compagni. Avevano paura di me: sapevano che avrei potuto pestarli».

...Da maschiaccio a reginetta di bellezza. La solita solfa...
«Io su questa storia della bellezza avrei qualcosa da dire».

Che cosa?
«Se lei mi guarda bene, noterà che sono tutt'altro che perfetta: ho un occhio più grande dell'altro e una certa asimmetria nel volto».  ...

Al cinema i ruoli femminili scarseggiano, in politica no. Hillary for President: che cosa ne dice?
«Lei pensa che possa farcela?». I sondaggi dicono di sì. «Ma lei la voterebbe?».

Io voto in Italia.
«Be', diciamo allora che una donna con una carica importante può fare cose straordinarie. Mi racconti di Angela Merkel: come se la cava?»  ...

Quali sono allora le cose che la appassionano ed emozionano?
«I gesti quotidiani, soprattutto quelli di chi mi sta vicino. Mio marito, per esempio (lo sceneggiatore David E. Kelley, ndr). Per raccontargliene una, David ha passato gli ultimi anni a scrivere un film pensato per me, ma non mi ha detto nulla. Me lo ha confessato solo quando il progetto è andato in porto. Le riprese di Chasing Montana cominceranno a giorni, e io sono felicissima. Un film in regalo: che cosa c'è di più romantico?». 

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n. 38, in edicola

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