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Giorgio Faletti

Giorgio Faletti


03.10.2007

Giorgio Faletti:«Anche io uccido»

Il prof carogna della Notte prima degli esami? Un bonaccione, a confronto del Primario. In attesa di vederlo, gli abbiamo chiesto di confessarci le peggiori perfidie della sua vita.

di Marina Cappa, da Vanity Fair n. 40/2007

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...Lei come si definirebbe?
«Una persona sostanzialmente buona».

...Quindi, Faletti, lei non fa cattiverie?

«Sono solo permaloso».

...Per le donne si è mai battuto?
«Saranno stati vent'anni fa. Nella toilette di un locale, il bagno delle donne non aveva la chiave, così io facevo la guardia mentre era dentro la ragazza che era con me. Due sono entrati e hanno fatto i bulli. Non ci ho visto più e li ho menati tutti e due. Fortuna che lo spettacolo lo avevo già finito...».

...Quindi picchia?

«Una volta ero rissosissimo. Ho fatto un po' a botte, però non sono mai finito al pronto soccorso: qualcuno, invece, ce l'ho mandato. Ma senza premeditazione. Quello che mi fa sempre scattare sono gli atteggiamenti strafottenti. A militare ho picchiato uno che faceva uno sgarbo inutile a un ragazzo». 

...Com'è la violenza del «Primario»?
«È fredda, lucida. Lui è un malvagio allo stato puro, senza essere affetto da alcuna psicosi: non il serial killer pazzo, è il delinquente che si è arricchito, ha costruito un impero con il traffico di armi e droga, anche se ufficialmente si occupa di immobili. Un giorno, per caso, entra in conflitto con il personaggio di Vaporidis, che per fare una bravata commette l'errore di fargli saltare lo specchietto dell'auto. Da lì si innesca una spirale. E il Primario, che da anni agiva da dietro, non si sporcava le mani, ritrova il gusto della violenza in prima persona. Quando ho letto la sceneggiatura, mi sono ritratto: fa veramente paura».

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n. 40/2007

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