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Cate Blanchett

Cate Blanchett


17.10.2007

Cate Blanchett:«Meglio 5 figli che 2 Oscar»

Ritorna nei panni della regina inglese, il personaggio che nove anni fa fece di lei una diva. Solo che, stavolta, Elisabetta I ha 52 anni e vive una passione bruciante  e sfortunata.

di Sara Faillaci su Vanity Fair n. 42/2007

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...Un'attrice affascinante e giovane come lei che interpreta una sovrana matura,  zitella e inacidita dalla solitudine: non è poco realistico?
«Nessuno dei due film ha la pretesa di essere realistico. Anche nel primo Elizabeth, che si chiude con l'immagine della regina dal volto bianchissimo, la mia era una figura stilizzata, senza età. Mi affascinava l'idea di interpretare una donna puntando non sul suo aspetto, ma sulla sua saggezza».

...Eppure ho letto che ha avuto dei dubbi nell'accettare, che sono stati il regista e il suo compagno di set Geoffrey Rush a convincerla.
«La verità è che abbiamo iniziato a parlare del secondo film subito dopo aver finito il primo. Però eravamo tutti d'accordo che dovesse passare un po' di tempo. Non mi interessava il sequel, dovevamo avere qualcosa da dire. Ho letto il copione e ho sentito che sarebbe stata una sfida nuova».

...Lei è famosa per le sue doti di trasformismo, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe arrivata a interpretare un uomo, Bob Dylan. Che cosa l'ha spinta ad accettare quella parte?
«Era una richiesta così pazza che non sono riuscita a rifiutarla. E ho trovato molto astuta la scelta di inserire una donna nel gruppo dei sei attori scelti per interpretare Dylan. È un artista conosciutissimo e il rischio, nel farlo impersonare da un attore, era che la gente pensasse: "Quello non è lui". Invece, mettendo nei suoi panni una donna, si esce dalle gabbie della somiglianza e della verosimiglianza. Con un effetto liberatorio per gli altri cinque attori maschi: nessuno di loro doveva più sforzarsi di essere uguale a Dylan».

...Mi parli dell'incontro con suo marito: colpo di fulmine?
«Non direi. Ci siamo conosciuti per lavoro, nel 1996, e all'inizio tra noi c'era solo amicizia. Due mesi dopo però mi ha chiesto di sposarlo».

...Come riesce a gestire la famiglia, girando una media di tre film all'anno?
«In effetti è un po' un casino, ma sono fortunata: mio marito mi aiuta tantissimo».

...Che tipo di madre è?

«Mi piace che i miei figli siano partecipi del mio mondo, per questo li porto sul set. Il che è divertente ma può anche essere pericoloso: devi mettere dei paletti».

...Al genio della lampada che può esaudire un solo desiderio, che cosa chiederebbe?
«Vorrei essere più saggia».

...E un terzo figlio non lo vorrebbe?

«Tre, quattro, cinque...».


Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n. 42/2007

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