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courtesy Mattafix.com

I Mattafix sono Marlon Roudette (in primo piano) e Preetesh Hirji (sullo sfondo). La hit Living Darfur fa parte del loro nuovo album Rhythm & Hymns


04.12.2007

Mattafix:
«Il nostro grido per il Darfur»

Marlon Roudette, autore della hit Living Darfur, racconta come il pop possa diventare un grimaldello per aprire anche gli animi più sordi al richiamo delle grandi emergenze umanitarie
Guarda il video dell'intervista, clicca qui!

di Valentina Caiani

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«Il demo in origine si intitolava semplicemente Living. Ho scritto la canzone a Johannesburg assieme a Chico Twale - è un cantautore di Soweto molto bravo, tenetelo d'occhio! -, però, una volta tornato a Londra, c'era qualcosa che non mi tornava nel testo...»

Quando Living ha sposato la causa del Darfur?
«Poco tempo dopo. Sono entrato in contatto con i responsabili della campagna Save Darfur ed è scattata subito una sorta di empatia: le parole di Living avevano trovato una precisa cittadinanza».

Parole e musica hanno poi trovato ulteriore forza in un videoclip...
«Sì, un filmato che punta a mostrare la forza di questo popolo.
Tutti ormai conoscono le immagini legate alla fame e alla violenza in questo Paese e proprio perché sono immagini note, sembra non abbiano più effetto...
Il nostro videoclip mostra come, nonostante tutto, gli abitanti del Darfur siano forti e risoluti e sappiano ancora sorridere. Di un sorriso che testimonia l'incredibile forza d'animo che sa mostrare in certi frangenti l'essere umano»

I Mattafix sono tra quelli che pensano che la musica possa salvare il mondo?
«In un certo senso, sì. Viaggiando abbiamo constatato che ogni paese è un mondo a sé: diversa cultura, diverso credo, diversa dieta, diverso aspetto... ma la musica sa abbattere ogni barriera e sa raccogliere centinaia e migliaia di persone differenti in un'unica grande folla trasmettendo un messaggio emotivo in cui la lingua di chi è sul palco conta poco»

Info: http://www.livingdarfur.com/
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