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Vittoria Puccini

Vittoria Puccini è al cinema con il nuovo film del regista Pupi Avati: Ma quando arrivano le ragazze?


10.02.2005

Vittoria Puccini: «L'amore è anche... un post-it»

Il romanticismo dei nostri compagni. Il tradimento come debolezza. E poi la moda, la bellezza... A tu per tu con l'eroina del tv cult Elisa di Rivombrosa, oggi protagonista anche sul grande schermo con Ma quando arrivano le ragazze? del regista Pupi Avati

di Valentina Caiani

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Fiorentina, 23 anni, Vittoria Puccini da un anno è una indiscussa star del piccolo schermo con il serial Elisa di Rivombrosa. La sua difficile storia d'amore in crinoline con il conte Fabrizio Ristori-Alessandro Preziosi, divenuta poi una relazione anche fuori dal set, ha conquistato il cuore del pubblico e le prime pagine dei giornali. Ora per lei è arrivata la prova del cinema. In realtà, l'attrice ha al suo attivo altre due pellicole (Paz! e Tutto l'amore che c'è), ma questa è la prima volta che il suo nome sta, come quello delle grandi star, in cima alla locandina. E la cosa bella (e rischiosa) è che questo accade con un film d'autore. Assieme a Claudio Santamaria e Paolo Briguglia, infatti, è la protagonista di Ma quando arrivano le ragazze? di Pupi Avati, storia di amicizia, amore e tradimento sullo sfondo della Bologna anni '90.

Cosa hai amato di Francesca, la protagonista femminile di Ma quando arrivano le ragazze?
«Il fascino di un carattere sfuggente. Francesca è così: non si capisce mai cosa pensa veramente, è eterea, a volte anche ambigua».

Che cosa hai odiato, invece?
«L'altra metà della medaglia di questo fascino: Francesca è sfuggente perché è debole. Scende a compromessi, è incapace di guardarsi dentro. Sta con un uomo e lo sposa perché da lui si sente venerata non perché lo ami davvero».

Francesca è sfuggente anche perché parla poco, è più quello che non dice di quello che dice...
«Già. Io invece non riesco a nasconderle le cose. Non riesco a far finta di niente. Se qualcosa non va, ho bisogno di parlarne. Anche a costo di rischiare tutto e di mettermi in discussione».

Ma c'è qualcosa in cui pensi di assomigliarle?
«No, poco o niente».

E le donne in generale?
«Forse nella gelosia per un rapporto di forte amicizia maschile. Francesca si sente esclusa dal legame, a volte anche morboso, tra i due protagonisti della storia, Gianka (Paolo Briguglia), il ragazzo che lei frequenta, e Nick (Claudio Santamaria), suo compagno di avventure musicali. Quando tradisce il partner attua una specie di vendetta, vuole spezzare il vincolo tra i due».

Il tradimento è un tema forte in questo film. Cosa pensi al riguardo?
«Personalmente non vedo niente di positivo nel tradimento. Per me è una manifestazione di debolezza.. e anche una questione di rispetto. Non capisco chi dice che il tradimento può rimettere in discussione un rapporto in crisi. Evadere, invece di guardare in faccia la realtà, non ha niente di positivo».

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