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17.12.2007

Hilary Swank:
«Sono una gran lettrice»

L'attrice legge tutti i suoi copioni. Non solo per scegliere i ruoli che più le si addicono...

di Ilaria M. Linetti

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La sua carriera è piena di ruoli interessanti. Legge personalmente tutti i copioni per scegliere le parti?
«Sì, sono una gran lettrice. Ho una compagnia di produzione, collaboriamo con la Warner Brothers, e cerchiamo di trovare tutte le storie interessanti che ci sono. Basta essere pazienti: quando leggo qualcosa che mi colpisce cerco di farlo trasformare in una sceneggiatura, e poi di farla arrivare sul grande schermo. È andata così con Freedom Writers, era una storia così bella che ho deciso di produrla».

Qual è l'aspetto che ama di più del suo lavoro?
«Mi dà la possibilità di entrare nei panni di qualcun altro. È un modo diverso, più profondo di fare esperienza della vita: sono stata davvero un ragazzo per quattro settimane, ho imparato cosa significa essere presa a pugni sul ring, essere un'insegnante, ora ho dovuto elaborare il lutto. È un'esperienza che vivi davvero perché cerchi di essere fedele alle emozioni del personaggio che interpreti. La mia vita viene arricchita da ognuno di questi ruoli, cresco non solo come artista ma anche come essere umano».

E cosa rappresenta per lei essere una celebrità?
«E' l'aspetto più complicato di questo lavoro. Onestamente, non ho scelto di diventare un'attrice, quando avevo nove anni, per essere famosa. Ho sempre amato esibirmi, ho sempre amato le storie e la celebrità è un effetto collaterale di tutto questo. Il mondo dello spettacolo poi è cambiato da quando avevo 16 anni, agli inizi, o 24, quando ho interpretato Boys don't cry.
Quando mi trovo davanti i paparazzi, penso che significa che ho una carriera e che devo essere grata per questo. C'è qualcuno che esagera, purtroppo, e a volte si creano situazioni pericolose, ma se ci penso ci sono tanti pro e contro in tutti i tipi di carriera».

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