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Nicole Kidman

Nicole Kidman


19.12.2007

Nicole Kidman:
«Confusa e felice»

Il bambino che tanto desiderava e che ha perso. Il desiderio di adottare, nato quand'era piccola. Lenny Kravitz e gli amori dopo Tom Cruise. Il calvario della disintossicazione del nuovo marito. Nicole Kidman dice quello che non ha mai detto. Compresa una sensazione che non sa spiegare.
Di Krista Smith su Vanity Fair n.51/2007

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Libri, chitarre e figli
Jeans, spesso maglione grigio, nemmeno un'ombra di trucco: l'attrice australiana è semplice come la sua casa, assolutamente ordinaria a parte le splendide viste sulle barche della Double Bay, che lei preferisce al più ventoso Sidney Harbor. Russell Crowe, suo amico da vent'anni, vive a dieci minuti da qui, sul porto di Woolloomooloo. Nicole possiede questa casa da quando era sposata con Tom Cruise, e di solito ci vive per un paio di mesi l'anno. Nel 2007, però, ce ne ha passati molti di più: è qui da maggio, impegnata al fianco di Hugh Jackman, e sotto la direzione del suo vecchio amico Baz Luhrmann, nelle riprese di una grande epopea storica intitolata, appunto, Australia. Quella della Kidman non è la cultura superficiale dell'attrice media di Hollywood. Può parlare per ore di uno qualsiasi tra le centinaia di classici della letteratura che affollano dal pavimento al soffitto gli scaffali della sua libreria. E ha acquistato personalmente tutti i quadri appesi alle pareti: opere di Fred Williams, Rosalie Gascoigne, Margaret Preston, Colin McCahon, Norman Lindsay e Arthur Boyd, assieme a foto di Robert Mapplethorpe e Man Ray. Si vede, però, che questa ora è anche la casa di suo marito, il musicista country Keith Urban: custodie di chitarra riposte negli angoli, un pianoforte, un tavolo da biliardo, foto del loro matrimonio sparse ovunque. Appese al frigorifero, istantanee di Nicole con i figli del suo matrimonio con Cruise: Bella, 14 anni, e Connor, 12. Anche se fa la vita zingaresca degli attori, le piace mettere radici dove può. «Sai di essere di passaggio, ma vuoi comunque che la casa abbia qualcosa di tuo», dice. «È una cosa che ti succede quando diventi genitore».

Sul set per dimenticare
 «La mia vita è sempre stata più importante del mio lavoro », dice Nicole. Quando Cruise si innamorò di lei sul set di Giorni di tuono, divorziò dalla moglie Mimi Rogers e le chiese di sposarla, furono in molti a metterla in guardia. «"Una volta diventata la signora Cruise", mi disse un agente, "la tua carriera finirà". Io risposi, disgustata, che ero innamorata, e non mi interessava sacrificare la carriera se potevo avere una famiglia e un matrimonio felice. Avevo incontrato un uomo che andava in giro in motocicletta e che, tra le altre cose, era una superstar. Ma mi ero innamorata dell'uomo, non del divo, e penso sia per questo che siamo rimasti insieme undici anni e mezzo. Non ho rimpianti». Il suo mondo implose nel febbraio del 2001, quando Cruise le chiese improvvisamente il divorzio, lasciandola sorpresa e distrutta. La rottura - sette anni dopo, ci si chiede ancora che cosa sia successo davvero - coincise paradossalmente con l'inizio del suo periodo di maggior successo: la candidatura all'Oscar per Moulin Rouge, poi il trionfo con The Hours. Ma anche altri dieci film, non sempre entusiasmanti. «Volevo sfuggire a quello che stavo vivendo a livello personale», spiega. «Dicevo a me stessa: "Non ho una vita che si possa chiamare tale, perciò meglio lavorare di più"». Il tempo che non passava con i figli lo trascorreva sul set. «Poi, lentamente, sono guarita». Mentre guariva, è stata legata sentimentalmente al rocker Lenny Kravitz e al produttore Steve Bing, ma lei dice di aver frequentato pochissimi altri uomini dopo il divorzio. «La verità è che non cercavo un rapporto. Volevo solo esserci per i miei figli. E non mi sembrava il caso di far entrare un'altra persona nel caos che era, in quel momento, la mia vita. A un certo punto mi sono anche fidanzata... ma non era la cosa giusta. Io non ero pronta. E neppure lui». Inutile chiederle il nome del misterioso fidanzato. «Non ha funzionato», conclude. «Io non faccio le cose a metà. Mi fidanzo e poi mi sposo, non mi basta uscire con qualcuno. Cerco un legame molto, molto profondo».

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n.51/2007

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