VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)
Denzel Washington

Kikapress

AMERICAN GANGSTER UN RECORD PER DENZEL

Quattro anni fa American Gangster doveva vedere alla regia Antoine Fuqua e nei ruoli di Lukas e Roberts, Denzel Washington e Benicio Del Toro, ma poi gli alti costi della produzione portarono la Universal a rinunciare al progetto, licenziare Fuqua e pagare ugualmente gli attori che avevano già firmato il contratto. Denzel Washington ricevette 20 milioni di dollari.

Quattro anni dopo il progetto tornò nei desideri dei produttori. Questa volta alla testa c'era Ridley Scott. Denzel Washington tornava ad essere della partita e, al posto di Del Toro, arrivava Russel Crowe. Nuove paghe per tutti e Denzel Washington si vedeva recapitare un nuovo assegno da 20 milioni.

In totale American Gangster è fruttato a Denzel Washington 40 milioni, teoricamente il più alto salario della storia del cinema.
Non importa, per Universal, che l'ha prodotto si tratta comunque di un successo. Il film ha incassato ad oggi 180 milioni di dollari raccontando una storia americana di delinquenza e corruzione.


28.12.2007

Denzel Washington: «Non importa dove sei ma ciò che
ti porti dentro»

Le regole del successo (anche dietro la macchina da presa) secondo Denzel Washington

VOTA [ 12345 ] (8 voti)
Traslocare da Harlem a Hollywood è un aiuto alla fortuna? O l'ambiente in cui vivi non è rilevante?
«Bisogna distinguere, dal punto di vista professionale può anche aiutare, ma da quello personale non importa dove sei ma quello che ti porti dentro, che tu sia a Istanbul o a Hollywood non cambia. Nè una città né un tipo di lavoro ti possono togliere quello che sei. Ho un ottimo lavoro e cerco di farlo bene, ma poi vado a casa. Non mi interessa la celebrità, andare in giro, farmi fotografare, dover essere sempre dappertutto. Non è quello che faccio di mestiere, è solo il risultato. Io non sono un vip di professione, ma un attore».

Nella sua carriera sta prendendo sempre più importanza anche la regia: ha appena terminato il suo secondo film dietro la macchina da presa, The Great Debaters.
«Dirigere un film è come avere davanti una tela bianca: se sei un attore hai in mano solo un barattolo di vernice, se sei il regista devi mettere insieme tutti i colori,  dagli interpreti al direttore della fotografia ai designer. In questo momento della mia vita è una delle cose che più mi emoziona fare,  è un lavoro che ti esaurisce, è molto duro, ma lo amo e spero di continuare a farlo per il resto della mia vita».

Lei ha avuto la possibilità di lavorare con grandi registi, in American Gangster è stato diretto per la prima volta da Ridley Scott. Cosa ha imparato?
«Anche prima di lavorare con lui sapevo che mi avrebbe dato molto sia come attore che come regista. Nei giorni in cui avevo meno da fare sul set mi fermavo accanto a lui per capire come componeva le inquadrature, gli chiedevo in continuazione cosa stesse pensando, cosa stesse facendo, perché».

articoli precedenti

aggiungi un commento