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Jovanotti

Jovanotti


02.01.2008

Jovanotti:
«Io lo so che non sono solo»

Il fratello che non c'è più: «lo sento ancora, me lo porto dentro». Il padre che sta male: «Dopo tanto tempo riusciamo a parlare, ora che lo accompagno a fare la chemio». La compagna che è al suo fianco da quindici anni: «Abbiamo avuto le nostre tempeste, con lei ho fatto persino terapia di coppia». Bisogna salire in macchina con lui, mentre la radio canta la sua canzone, per capire che cosa lo fa continuare a sorridere, «anche quando sono solo».
Di Gabriele Romagnoli su Vanity Fair n. 1/2008

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...Se non avessi cantato, che cosa ti sarebbe successo?
«Avrei fatto la vita di paese, la Vespa, un sacco di canne...».

...A che scuola mandi tua figlia (Teresa, 9 anni, ndr)?
«Pubblica! Sono un fan della scuola pubblica. È la più bella».

...Riesci a parlare con lei?

«Sì. Un sacco. E a giocare».

...Perché non hai sposato sua madre?

«Era tutto pronto, poi un giorno, avevo appena finito di cantare, sono venute dietro il palco le due suocere, avevano delle tovaglie da farmi scegliere per il rinfresco. Capisci? Io non ce la faccio a scegliere le tovaglie. E gli invitati erano arrivati a duecentotrenta. Così ho mandato tutto a monte. Ma adesso credo proprio di doverlo fare».

...Hai sempre sorriso, anche quando parlavi del dolore, dell'aereo che andava giù, della chemio di tuo padre. Sei davvero un ragazzo fortunato?
«Sì».

...Sei anche ricco?

«No».

...Davvero? Se smettessi di cantare, ora, non potresti campare di rendita?

«Camperei forse un anno».

...Dove è che la senti, la vita?
«Ne parlavo con Folco, il figlio di Tiziano Terzani, che ha passato un anno nella Casa dei morenti di Madre Teresa a Calcutta. Stava lì, teneva la mano a queste persone terminali. Un attimo c'era la vita, un attimo dopo non c'era più. Un niente. Energia che c'è, energia che va altrove. Mio fratello, adesso, non lo so, forse una canzone». 

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n. 1/2008

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