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Isabella Ferrari

Isabella Ferrari


29.01.2008

Isabella Ferrari: «Nanni mi ha detto: "Baciamoci in bocca"»

«Sapevo che c'era una scena di sesso fra me e Moretti, ma nessuno osava parlarmene...». La protagonista delle inquadrature più forti
di Caos calmo rivela i retroscena di un set "blindato".
Di Sara Faillaci su Vanity Fair n.5/2008

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...Come è andata a finire con Moretti e la scena di sesso?
«Al ristorante la faccenda si è chiarita. Quella sera, rientrati in albergo, ci saremmo tutti riletti bene le pagine del libro. Una volta sul set, non abbiamo fatto prove. Io sono andata subito al trucco, evitando gli altri. Sul mio telefonino continuavano ad arrivare messaggi: "In bocca al lupo", cose così. Quando è arrivato il momento, sono usciti tutti dalla sala. Siamo rimasti solo io, Nanni e un operatore. Abbiamo fatto una prova tecnica, poi abbiamo girato, con assoluta verità e realismo: un unico piano sequenza, senza stop, di circa quattro minuti».

...La tensione si era sciolta?
«C'è sempre tensione in momenti come quelli. Io, poco prima, mi ero fatta una vodka, Nanni un paio di birre. È stata senza dubbio la scena più "forte" della mia carriera, e non nego che mi ha lasciato un segno. Non a caso non mi sono ancora voluta rivedere. Anche adesso che il film è pronto, rimando continuamente il momento. Però penso che io e Nanni siamo stati bravi, artisti veri. Non ho mai avuto la sensazione di avere Moretti accanto a me, mi avrebbe fatto soggezione dal punto di vista intellettuale. Quello per me era Pietro Paladini. E io ero Eleonora».

...La scena più audace della sua carriera a 43 anni. Ha avuto coraggio.
«Si vede che avevo bisogno di avere maggiore sicurezza in me stessa, come donna, e l'ho raggiunta solo con la maturità. Prima mi sentivo più bella, ma mi metteva a disagio l'attenzione degli uomini. Allora mi nascondevo dentro jeans e golfoni».

...Giovanissima, è stata legata a Gianni Boncompagni, all'epoca quasi cinquantenne.
«Cercavo protezione, non "spinte": quelle non le ho mai avute. Vanzina mi notò in Sotto le stelle, il programma che facevo con Boncompagni, e da lì partì tutto. Ma il fatto di attrarre l'attenzione degli uomini per me era un problema. Anche il sesso, all'inizio, era qualcosa che subivo. Diciamo che ho scalato il mio Everest: vorrei invecchiare con un po' di tranquillità».

...Avrebbe immaginato, a quell'epoca, che un giorno sarebbe diventata madre di tre figli?
«Già da piccola avevo l'istinto materno, la tendenza ad accudire. Ancora oggi sono il punto di riferimento per tutte le mie amiche: quando sono malate mi chiamano, distribuisco consigli e ricette. E anche se da ragazza mi è capitato di abortire, credo di aver sempre saputo, dentro, che volevo una grande famiglia. Possibilmente tre figli, come mia madre».

...Dice che le è capitato di abortire. Oggi sono in molti a voler rimettere in discussione la legge 194. Lei che quella scelta l'ha fatta in prima persona, che cosa pensa della proposta di moratoria?
«La trovo inquietante. È chiaro che ad abortire si soffre: è successo a me, succede a tutte le donne. Ma proprio perché l'ho vissuto sulla mia pelle, penso che nessuno possa subire una gravidanza, per nessun motivo. Sì, ho scelto di abortire. E poi ho avuto i figli, quando potevo e avevo voglia di farli. Allo stesso modo, sostengo e capisco le donne che, pur di diventare madri, sono disposte a tutto, anche a sfondarsi la pancia di ormoni».

...Parliamo di uomini?
«Ho avuto poche storie, tutte importanti e tutte dolorose, ma perché problematiche. Non soffro, altrimenti, dei classici mali d'amore: non sono gelosa né possessiva, al contrario molto indipendente. Non mi piace sedurre, sono sempre stata sedotta. Le amiche che ancora combattono, che si dilaniano per storie sbagliate, mi sembrano un mondo lontanissimo. Io non avrei le energie, sono pigra».

...Pigra o appagata dal matrimonio?
«Con Renato sono serena, ormai da 12 anni. La passione si usura, ovvio, ma è anche bello che non ci sia più quell'ansia, quel pensiero fisso. Magari poi un giorno mi capiterà di riperdere la testa: mi piace pensare che la vita possa sempre riservarci delle sorprese».

...Sta vivendo il momento più felice della sua carriera a un'età in cui le attrici faticano a trovare lavoro. Fortuna o perseveranza?

«La Tv mi ha aiutato. Quando mio marito mi propose Distretto di polizia (De Maria era il regista, ndr), tutti dicevano che ero pazza ad accettare, che mi avrebbe rovinato l'immagine. Invece sono passata dai film indipendenti che non vedeva nessuno ad avere dieci milioni di spettatori. La Tv mi ha portato l'amore della gente, e un potere enorme. Lì ho anche conosciuto Antonello Grimaldi, che poi mi ha voluto in Caos calmo. Sa che cosa mi è successo, una sera? Ho incontrato, nel quartiere Prati, Gianni Amelio che correva. Gli ho chiesto dove andasse, e lui: "C'è l'ultima puntata di Distretto"».

...Eppure ha lasciato la serie all'apice del successo.

«E ho rinunciato a un mucchio di soldi. Ma devi saper smettere, se vuoi fare altro: un personaggio così amato rischia di diventare una gabbia. Pensi che dopo, per tre anni, non ho lavorato perché il cinema non mi voleva. Di nuovo ho fatto bene ad ascoltare mio marito: mi ha fatto recitare in Amatemi, un film che non ha avuto molto successo, ma che mi ha mostrata in una luce diversa, quella della donna matura e spregiudicata. Sono stati in parecchi ad accorgersi di me».

...Compreso Ozpetek, che l'ha voluta in Saturno contro.

«All'inizio mi ha fatto soffrire l'idea che mi volesse solo per una particina. Ma era un personaggio molto intenso. E poi, proprio lui alla fine mi ha dato la grande occasione: finalmente la parte da protagonista».

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n.5/2008

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